SOS giustizia: la giurisprudenza ha troppo bisogno della medicina legale!

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Le tabelle romane sono meglio delle tabelle milanesi oppure è ora che la medicina legale intervenga con autorevolezza? Ci viene da gridare: SOS giustizia!

Pacata e razionale riflessione dell’avv. Carraro Francesco del foro di Padova sulle conclusioni della sentenza della Cassazione n. 25164/20: un video che vi consiglio di vedere per intero. Leggendo la sentenza e il commento del bravissimo Carraro mi viene sempre più da gridare: SOS Giustizia!

Dopo che per anni la Cassazione ha definito “speciali” le Tabelle di Milano, adesso le bastona (e condividiamo!). Potremmo anche condividere il carico probatorio sul creditore dell’allegazione del danno morale in via presuntiva, ma allora mi sarebbe piaciuto che nella sentenza fosse stato scritto che le Tabelle Romane sono quelle da prendere come riferimento Nazionale.

Certo sarebbe una soddisfazione “mentale” ma non effettiva e globale.

Dimostrare la sofferenza vorrebbe dire che il danno biologico, accertabile medico legalmente, possa sovrapporsi al danno morale, ovvero che le tabelle medico legali siano comprensive della sofferenza conseguente alla lesione e alla menomazione.

Non è così in verità!

Le tabelle medico legali esprimono la disfunzionalità e non la conseguente sofferenza fisica e morale.

Né il valore economico espresso dalle tabelle dei Tribunali hanno in se il valore economico della sofferenza.

Allora che si fà? Si dovrebbe passare la parola alla medicina legale che dovrebbe rivedere le tabelle del danno biologico e ricomprendere in esse le sofferenze fisiche danno/lesione-correlate.

Certamente il collega Enrico Pedoja condivide questa mia riflessione visto che da anni ne parla, ma ritengo che sia la medicina legale tutta che dovrebbe essere più autorevole e riformulare la valutazione delle menomazioni, comprendendovi la sofferenza statisticamente associabile ad una specifica lesione-menomazione.

Ma la sofferenza morale dove la mettiamo? Certo non è il medico legale che potrà valutarla ma uno psicologo che dovrà affiancare il medico legale almeno nei casi di soggetti con invalidità permanenti c.d. macro.

Urge dunque sia una valida tavola rotonda medico legale che una tavola rotonda tra giuristi e medici legali, ma quest’ultima solo dopo che la medicina legale abbia riformato intelligentemente le tabelle del danno biologico.

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

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