Il motociclista chiedeva il risarcimento del danno per il sinistro asseritamente provocato da una sostanza oleosa sul manto stradale

La P.A. rimane liberata dalla responsabilità ex art. 2051 c.c. in relazione ai beni demaniali ove fornisca la prova liberatoria che l’evento è stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza neppure con la più diligente attività di manutenzione, ovvero che abbia esplicato la sua potenzialità offensiva prima che, con la diligenza richiesta dallo specifico caso concreto, fosse possibile l’intervento riparatore dell’ente custode, e cioè allorquando, in caso di repentina e imprevedibile alterazione dello stato della strada e delle sue pertinenze, l’evento dannoso si sia verificato prima che l’ente proprietario abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con diligenza per tempestivamente ovviarvi, la straordinaria ed imprevedibile condizione di pericolo determinatasi. Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 6826/2021, nel rigettare il ricorso di un cittadino romano che aveva citato in giudizio il Comune per il risarcimento dei danni lamentati in conseguenza di sinistro stradale in occasione del quale aveva perso il controllo del proprio motociclo “cadendo a terra, asseritamente a causa di una sostanza oleosa presente sul manto stradale”.

I Giudici del merito avevano respinto la pretesa attorea affermando che “anche a voler ammettere che, contrariamente alla cennata evidenza planimetrica”, l’attore fosse “effettivamente incappato con il proprio scooter in una chiazza di liquido rilasciata da un camion addetto alla raccolta della spazzatura” occorreva considerare che la stessa era “apparsa ai vigili urbani praticamente già ‘essiccata’ una decina di minuti dopo il sinistro (15 minuti recita la Relazione) a dimostrazione che il rilascio sulla carreggiata era avvenuto da pochissimo tempo rispetto al presunto slittamento del motociclo”, Pertanto, era da ritenersi “pacificamente escluso che la cadenza temporale tra il rilascio della sostanza viscida ed il verificarsi del sinistro potesse consentire a Roma Capitale un qualsivoglia intervento a salvaguardia dell’incolumità e sicurezza del traffico veicolare, atteso il modesto o modestissimo intervallo intercorso”.

La Suprema Corte ha ritenuto di confermare la decisione in quanto la ratio decidendi dell’impugnata sentenza non risultava invero (quantomeno idoneamente ) censurata dal ricorrente.

La redazione giuridica

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