Il Governatore del Veneto  si unisce all’appello del professor Carlo Foresta relativo all’estensione dell’emergenza sanitaria legata alle sostanze perfluoroalchiliche a tutto il Paese

Estendere l’emergenza sanitaria legata alle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) a tutto il Paese. A chiederlo è Carlo Foresta, professore dell’Università di Padova esperto in Pfas. Secondo il docente  le evidenze mostrerebbero come il problema legato all’inquinamento da Pfas sia circoscritto al solo Veneto, ma coinvolga anche il resto del suolo italiano. “Oltre a ridurre la contaminazione – sottolinea – bisogna trovare una soluzione medica per ridurre i tassi plasmatici nel sangue di chi ha già contratto i Pfas, che possono durare anche 7-8 anni”.
Parole che hanno riscosso il ringraziamento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Il Governatore ha sua volta ha ribadito che “quella dei Pfas è una tragedia di portata nazionale e chi inquina deve pagare”.

Zaia paragona  l’emergenza Pfas a quella legata alla diossina che colpì Seveso nel 1976.

“Il Veneto forse – aggiunge – ha un solo motivo per essere considerato l’unico protagonista di questa vicenda: quello di essersi attivato per primo, e per ora unico, creando un laboratorio che è diventato un riferimento per tutti gli altri territori colpiti dal problema; quello di aver imposto il limite zero ai Pfas, ancora in assenza di una legislazione nazionale o europea; di aver avviato presso la Procura un’azione di responsabilità nei confronti dell’azienda produttrice, ma soprattutto di aver organizzato quella che è forse la più massiccia azione di screening sanitario in Italia per un caso di inquinamento”.
Il Presidente evidenzia come di fronte a questa emergenza rimangano ancora dei nodi irrisolti. “Oltre ai limiti posti dal Veneto non sappiamo ancora nulla di cosa accadrà a livello nazionale e internazionale. Soprattutto – conclude –  rimane l’obbiettivo di perseguire i responsabili di questa vera tragedia ambientale per dare non solo una risposta sanitaria a migliaia di famiglie che temono per i loro figli ma soprattutto un risarcimento che la legge impone in capo a chi inquina”.
 
Leggi anche:
CONTAMINAZIONE DA PFAS, VENETO CHIEDE PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui