Si preannunciano numerosi ricorsi, in particolare in seguito alla decisione del MIUR di annullare un quesito ritenuto ambiguo, attribuendo lo stesso punteggio a tutte le risposte date

Violazione dell’obbligo di segretezza circa il contenuto delle domande, utilizzo di smartphone, tempi di consegna non rispettati. Sarebbero queste alcune delle irregolarità segnalate da numerosi aspiranti studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia in seguito allo svolgimento del test d’ingresso che si è svolto lo scorso 6 settembre in tutta Italia.

Le polemiche circa la regolarità della prova si erano scatenate immediatamente allo scadere dei 100 minuti messi a disposizione dei candidati per rispondere alla 60 domande previste. Non solo dubbi relativi alla regolarità, ma anche circa il contenuto di alcuni dei quesiti, come ad esempio il n. 16, ritenuto da più parti eccessivamente ambiguo, tanto da indurre il MIUR a optare per l’annullamento della domanda e l’attribuzione del medesimo punteggio a tutte le risposte date. Il quesito n. 16, peraltro, non sarebbe l’unico ad aver sollevato perplessità; molti esperti, infatti, mettono in dubbio anche la correttezza della domanda n.33.

Ieri il Ministero ha pubblicato le graduatorie relative alla prova di ammissione e immediato si alzato da parte degli esclusi un coro di protesta. Per le associazioni degli studenti la graduatoria sarebbe falsata e si prevede, pertanto, una pioggia di ricorsi. L’errore contenuto nel quesito n. 16 avrebbe irrimediabilmente alterato le graduatorie penalizzando migliaia di studenti.

I ricorrenti potrebbero appigliarsi a due Decreti del MIUR, i cui contenuti prefigurerebbero le presunte irregolarità. Si tratta, nello specifico, del Decreto Ministeriale n. 312 del 20 maggio 2016, recante le disposizioni per la “Costituzione della Commissione incaricata della validazione dei quesiti per le prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato nazionale per l’anno accademico 2016/2017” e del Decreto Ministeriale n. 546 del 30 giugno 2016, relativo alle “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2016/2017”.

Sulla base di tali norme si configurerebbero, secondo gli esperti, gli estremi per procedere con i ricorsi, ovvero le ipotesi di disparità di trattamento, violazione e falsa applicazione del principio di imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione.

 

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