Le tracce di gasolio apparivano di recente formazione e in ragione di ciò viene considerata provata la responsabilità del sinistro riferibile ad un veicolo non identificato ex 283 D. Lgs. 209/2005 (Tribunale di Livorno, Sentenza n. 662/2021 del 30/07/2021-RG n. 1097/2019)

Il danneggiato cita a giudizio il Comune di Livorno e il FGVS deducendo:

– che il 12 aprile 2017, percorrendo Viale Carducci alla guida del proprio scooter Aprilia Scarabeo cadeva a terra per una improvvisa perdita di aderenza del mezzo, dovuta ad una sostanza oleosa sul manto stradale, riportando lesioni;

– che la Polizia Municipale, intervenuta, riconduceva la scia oleosa alla caduta di gasolio, senza riuscire ad identificare il veicolo che aveva sversato la sostanza;

– di aver formulato richiesta di risarcimento danni alla compagnia assicurativa, quale impresa designata per il FGVS, senza esito.

Si costituisce la Compagnia contestando la domanda ed eccependo:

– che non vi era alcuna prova certa né dell’effettivo coinvolgimento, né della responsabilità di un mezzo non identificato nella causazione dell’evento lesivo e neppure che il medesimo fosse assoggettato all’obbligo di copertura RCA ;

– che, in ipotesi, la responsabilità era da ascriversi all’ente proprietario della strada;

– che era ipotizzabile una responsabilità esclusiva o concorrente ex 1227 c.c. dell’attrice;

– che era contestata anche la pretesa quantificazione dei danni.

Sulla dinamica del sinistro, il Tribunale osserva che nei rilievi della Polizia Municipale di Livorno si legge:

“inviati dalla sala operativa sul Viale Carducci per una chiazza di gasolio ci recavamo sul posto dove era presente, all’altezza del Parco Pertini un’autoambulanza che soccorreva la conducente di un motociclo scivolata a causa della stessa. Veniva richiesto l’ausilio di una seconda pattuglia per effettuare il rilievo del sinistro e viabilità a causa dell’estensione e della posizione della scia di gasolio nonché per spargere segatura … notavamo un furgone fermo sulla destra, ma quando arrivava in supporto la seconda pattuglia lo stesso era ripartito, senza lasciare a terra nessuna traccia evidente di gasolio né di altra materia … cercavamo nei dintorni un autoveicolo fermo simile a quello che avevamo notato senza però nessun risultato”.

Nello schizzo planimetrico allegato al verbale è evidenziata una lunga e ampia “striscia” sulla parte destra della carreggiata di Viale Carducci, con l’annotazione: “tracce di gasolio per una lunghezza di circa 20 metri “.

Di talchè risulta pacifico che la caduta si è verificata per la presenza di una sostanza che aveva reso scivoloso il fondo stradale, occupante una ampia porzione della carreggiata, sul lato destro; la sostanza era verosimilmente gasolio, secondo gli accertamenti svolti sommariamente sul posto dagli agenti di Polizia Municipale e appariva di recente formazione.

In ragione di ciò viene considerata provata la responsabilità del sinistro riferibile ad un veicolo non identificato ex 283 D. Lgs. 209/2005.

Come chiarito più volte dalla Suprema Corte : “nella prova per presunzioni, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., non occorre che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, ma è sufficiente che dal fatto noto sia desumibile univocamente quello ignoto, alla stregua di un giudizio di probabilità basato sull'”id quod plerumque accidit”, sicché il giudice può trarre il suo libero convincimento dall’apprezzamento discrezionale degli elementi indiziari prescelti, purché dotati dei requisiti legali della gravità, precisione e concordanza “.

In base agli elementi di fatto acquisiti viene ritenuto ragionevolmente probabile, secondo un criterio di normalità, che la chiazza di gasolio o comunque sostanza oleosa sia stata in effetti lasciata da un veicolo in transito non identificato, poi allontanatosi.

Al riguardo viene osservato:

– che lo sversamento è avvenuto lungo il margine stradale, sulla sede di marcia dei veicoli, per un tratto lungo venti metri ;

– gli agenti della Polizia Municipale intervenuti hanno, nell’immediatezza, ricondotto proprio allo sversamento da parte di veicolo non identificato la presenza della sostanza “scivolosa”, identificata come gasolio, presente sul manto stradale con quella ubicazione ;

– lo sversamento della sostanza da parte di pedone o ciclista appare scarsamente compatibile con le dimensioni del versamento.

Per quanto riguarda la posizione del Comune, quale ente proprietario della strada, in legittimità, con riferimento a fattispecie analoghe, è stato chiarito che deve escludersi la responsabilità quando la macchia di sostanza scivolosa sia “di recente formazione “, “formata poco prima del sinistro “, ovvero allorquando “il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode “.

Ebbene, gli agenti della Polizia Municipale hanno riscontrato che lo sversamento appariva essere avvenuto poco prima (“La macchia di gasolio appariva recente, non evaporata ” ; “il gasolio evapora più velocemente dell’ olio “).

Esclusa, quindi, omissione di custodia da parte del Comune, viene egualmente esclusa una concorrente responsabilità della conducente del motociclo, in quanto il versamento di gasolio occupava buona parte della carreggiata, proprio in prossimità del margine destro che deve essere percorso dai motocicli , per un tratto relativamente lungo e quindi non era facilmente evitabile.

Venendo alla liquidazione dei danni patiti dall’attrice , il C.T.U. ha determinato il danno biologico permanente nella misura del 7%, con una temporanea biologica parziale al 75% di giorni 20, giorni 30 a parziale al 50%, e giorni 20 a parziale al 25%

Applicando le Tabelle milanesi, spetta all’attrice a titolo di danno non patrimoniale e spese mediche la somma complessiva di euro 15.818,00.

Non vengono ravvisati elementi per una personalizzazione in aumento.

Le spese processuali tra parte attrice e parte convenuta seguono la regola della soccombenza; nei confronti del terzo chiamato Comune di Livorno, considerata la particolarità della vicenda, le spese processuali vengono compensate.

Concludendo, il Tribunale di Livorno condanna la Compagnia assicuratrice, in qualità di impresa designata per il FGVS, al pagamento di euro 15.818,00; rigetta le domande nei confronti del terzo chiamato Comune di Livorno a spese compensate.

Avv. Emanuela Foligno

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