Urto del traghetto contro l’invasatura del ponte e danni subiti a bordo del treno intercity al termine della traversata da Messina a Villa San Giovanni (Cassazione civile, sez. VI, 03/05/2022, n.13958).

Urto del traghetto contro l’invasatura del ponte e il danneggiato ricorre nei confronti della Rete Ferroviaria Italiana per la cassazione della sentenza della Corte d’Appello di Palermo.

Quest’ultima, confermava la decisione di primo grado che rigettava, per mancanza di prova del nesso di causa, la domanda risarcitoria per i danni subiti a bordo del treno Intercity Palermo – Roma al termine della traversata su traghetto RFI da Messina a Villa S.G. a causa dell’urto del traghetto contro l’invasatura del ponte.

Secondo la ricorrente la Corte d’Appello avrebbe omesso di considerare che:

– essa aveva provato di essere a bordo del treno in questione, esibendo il biglietto;

– RFI non aveva contestato il sinistro ma solo il nesso causale tra l’urto del traghetto contro l’invasatura e le lesioni lamentate, senza però dar prova del caso fortuito; lamenta quindi che entrambi i Giudici di merito avrebbero trascurato “gli aspetti contrattuali della vicenda, anche in termini di onere della prova”.

Con il secondo motivo denuncia omissione di “efficacia riflessa” ex art. 2909 c.c. alla sentenza, passata in giudicato, con la quale il Giudice di Pace, in relazione ai medesimi fatti, aveva invece accolto la domanda risarcitoria avanzata dalla di lei madre.

Il primo motivo è infondato.

Nel contratto di trasporto di persone, il viaggiatore danneggiato ha l’onere di provare, oltre all’esistenza e all’entità del danno, il nesso esistente tra il trasporto e l’evento dannoso, mentre incombe al vettore, al fine di liberarsi della presunzione di responsabilità posta a suo carico dall’art. 1681 c.c., comma 1, la prova che l’evento dannoso era imprevedibile e non evitabile usando la normale diligenza, ferma restando la possibilità che l’eventuale condotta colposa del danneggiato assuma rilievo ai sensi della previsione dell’art. 1227 c.c..

La decisione impugnata – al di là dell’erroneo riferimento in motivazione agli artt. 2043 e 2051 c.c. – si conforma a tale principio avendo il tribunale confermato il rigetto della domanda risarcitoria per non essere stata fornita sufficiente prova delle modalità del sinistro e del nesso causale tra l’urto del traghetto e le lesioni subite.

Anche il secondo motivo è infondato. La sentenza resa inter alios non determina vincolo di giudicato e l’evocata teoria del “giudicato riflesso” è priva di fondamento giuridico.

Il giudicato riflesso era in passato evocato nel diverso ambito della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli, ai fini della opponibilità del giudicato sfavorevole al danneggiante/assicurato all’assicuratore rimasto estraneo alla controversia tra questo e il danneggiato.

Ad ogni modo, è già stata palesata l’insostenibilità di tale nozione per argomenti sia di ordine costituzionale (artt. 24 e 111 Cost.), sia relativi alla costruzione della fattispecie, sia con l’istituto del litisconsorzio processuale.  

Il ricorso viene rigettato.

La redazione giuridica

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