Nel caso di vaccino e complicanza rara, il diritto al risarcimento non sorge automaticamente in presenza di omesso consenso informato o diagnosi tardiva. Per ottenere il risarcimento, il paziente deve comunque dimostrare che la condotta del medico ha effettivamente inciso sull’esito clinico, ossia che un rifiuto del trattamento o una diagnosi precoce avrebbero cambiato il decorso della malattia.
La Cassazione conferma il rigetto della domanda risarcitoria per i danni derivanti da vaccinazione antinfluenzale (ADEM). Nonostante l’assenza di consenso informato e una diagnosi non tempestiva, il danno non è risarcibile se non si prova che il paziente avrebbe rifiutato il trattamento o che la diagnosi precoce avrebbe cambiato l’esito clinico (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 2 gennaio 2025, n. 38)
Il caso: vaccino, complicanza rara e presunta malpractice
La vicenda riguarda un paziente che, dopo la somministrazione di un vaccino antinfluenzale da parte del medico di medicina generale, sviluppava un’encefalomielite acuta disseminata (ADEM). Il ricorrente…





