Va annullato il verbale di infrazione se la Prefettura non soddisfa l’onere del preventivo deposito di documenti atti a dimostrare la legittimità della pretesa sanzionatoria

L’opposizione al verbale di infrazione

Il ricorrente aveva proposto opposizione all’ordinanza prefettizia con la quale il Prefetto di Torino gli aveva irrogato la sanzione pecuniaria di 865,80 euro. Tale provvedimento traeva origine dal verbale di violazione dell’art. 180 comma 8, del d.lgs. n. 285/92, poiché senza giustificato motivo l’uomo non ottemperava all’invito dell’Autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire la Carta di Circolazione del veicolo.

A fondamento del ricorso, l’opponente aveva dedotto: la mancata sottoscrizione da parte della Prefettura della propria comparsa di costituzione e risposta; l’omessa motivazione in violazione dell’art. 204 comma 1 del C.d.S., e conseguente falsa applicazione dell’art. 180 comma 8 del C.d.S.; violazione degli artt. 3, 24 e/o 97 della Costituzione.

Ebbene, il Giudice di Pace di Ivrea (sentenza n. 157/2020) ha accolto il ricorso perché fondato.

Come è noto la Pubblica Amministrazione, sebbene rivesta la figura formale di parte convenuta, conserva quella sostanziale di attrice; pertanto, è gravata dell’onere probatorio di dimostrare le ragioni di fatto e di diritto della pretesa sanzionatoria (Cass. Civi., Sezione Quinta, n. 5095/1999).

In dettaglio, nell’ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981 è onere dell’Ente amministrativo che provvede all’erogazione della sanzione, dimostrare l’inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata. Inoltre, secondo la consolidata giurisprudenza, l’opposizione a sanzione amministrativa, pur formalmente strutturata come giudizio di impugnazione, sostanzialmente tende all’accertamento negativo della pretesa sanzionatoria. Attraverso l’impugnazione dell’atto si perviene, infatti, ad un giudizio di merito nel quale l’Amministrazione irrogante ha veste sostanziale di attore, sotto il profilo dell’onere probatorio, come tra l’altro confermato dal dovere ad essa imposto di depositare in Cancelleria, dieci giorni prima dell’udienza fissata (di cui all’art. 7 D.Lvo n. 150/11 già previsto dall’art. 23 comma 2 l. 689/81), copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento (il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione resistente della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni dalla stessa svolte comportando l’impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione stessa), nonché alla contestazione/notificazione della violazione.

La decisione

Ora, nel caso in esame, la Prefettura non aveva soddisfatto l’onere del preventivo deposito di documenti atti a dimostrare la legittimità della pretesa sanzionatoria, atteso che la costituzione era avvenuta con comparsa priva di sottoscrizione.

Il Giudice di Pace adito ha, pertanto, ritenuto di dover annullare il provvedimento gravato, con condanna dell’Amministrazione opposta al pagamento delle spese in favore del ricorrente.

Avv. Sabrina Caporale

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