Visori virtuali per ‘alleggerire’ la chemio, progetto sperimentale a Roma

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visori virtuali

Il progetto “THE PATIENT DREAM”, in partenza a gennaio all’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” IFO di Roma, prevede l’uso di visori virtuali per infondere tranquillità e ridurre eventuali effetti collaterali dovuti al trattamento

Con 52.800 nuovi casi, il tumore della mammella è diventato il più frequente in Italia nel 2018. Rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, ma grazie all’efficacia dei trattamenti, ha una percentuale di sopravvivenza altissima, ben l’87%. Un ruolo chiave lo ha la chemioterapia, accompagnata spesso però, da parte delle donne, da forme di ansia e depressione. Queste possono incidere sulla qualità della vita della paziente e sulla compliance. Per ridurre angoscia e stress in corso di terapia, l’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” IFO di Roma, ha varato il progetto “THE PATIENT DREAM”. La struttura sperimenterà l’uso di visori virtuali in grado di creare un senso di assorbimento nell’ambiente virtuale, estraniando la paziente dalla realtà che la circonda.

“Siamo innanzitutto un centro di ricerca e nel nostro DNA c’è anche l’appropriatezza delle cure e lo sviluppo del capitale umano”. A ricordarlo è Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri. “Abbiamo professionisti con una notevole apertura all’innovazione. Qualità di cura e centralità della persona sono elementi chiave dell’alleanza medico-paziente, basilari per il successo terapeutico. E in quest’ottica stiamo ripensando l’organizzazione, puntando anche alla facilità di accesso. Questo progetto innovativo si inserisce quindi perfettamente in un contesto fertile. Fare innovazione è anche rinnovarsi, portando i pazienti ad essere soggetti attivi della malattia. Progetti come “THE PATIENT DREAM” vanno esattamente in questa direzione”.

“Se si dovessero evidenziare benefici su qualità della vita e migliore aderenza alle terapie, potremo adottare questo strumento nelle divisioni di Oncologia”.

Lo afferma il Direttore dell’Oncologia Medica, Francesco Cognetti. “Il cancro della mammella – aggiunge – è uno dei tumori che si è maggiormente avvantaggiato dei grandi progressi nella diagnostica molecolare e anche nei trattamenti innovativi,  sia nella fase adiuvante che nella malattia metastatica. In Italia in 15 anni le guarigioni da cancro al seno sono aumentate di circa il 6%. È tempo che l’Oncologia medica si occupi non solo di guarire i pazienti, ma anche di migliorarne la qualità di vita. Ben venga quindi anche l’introduzione di altre innovazioni come la realtà virtuale nella pratica clinica”.

“Proporremo l’uso del visore durante il primo ciclo di trattamento chemioterapico a scopo preventivo – ha annunciato Alessandra Fabi, oncologa dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” -. Verificheremo l’efficacia di questo strumento nell’infondere un senso di tranquillità e nel ridurre eventuali effetti collaterali, in fase acuta e ritardata, dovuti al trattamento. Studieremo l’eventuale azione sui sintomi legati al Distress, alla Fatigue, ma interessanti saranno le rilevazioni anche sulla percezione del tempo di somministrazione dell’agente chemioterapico”.

Federico Giuseppini, Managing Director di Twiceout, ha descritto il funzionamento dei visori virtuali: “I video vengono precaricati sul visore, il paziente seleziona il contenuto dalla gallery ed è garantita una visione continua di almeno due ore. I contenuti, in formato digitale o in live action, sono a tema naturalistico, travel, musicale o artistico. Non è necessaria una rete wi-fi. I contenuti vengono utilizzati con finalità scientifica e questo permette di mantenere bassi i costi”.

 

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