DDL Gelli, fuori dal coro M5S e Accademia della Medicina Legale

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Le reazioni: soddisfazione dei sindacati; critico il Movimento 5 Stelle assieme all’associazione medico-giuridica “Accademia della Medicina Legale”

“Una bella giornata per tutta la sanità e i medici, che saranno liberi di lavorare e confrontarsi con i propri assistiti anziché incrociare le armi con gli avvocati”. Per Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, il ddl sulla responsabilità professionale approvato ieri alla Camera rappresenta un’ottima legge, che se da un lato consentirà ai medici di lavorare più serenamente secondo scienza e coscienza – grazie anche all’esclusione della colpa grave nel caso siano rispettate linee guida e le buone pratiche assistenziali – dall’altro offre maggiore tutela e certezza del risarcimenti ai cittadini. “Sia perché, confermando una giurisprudenza già consolidata, la legge definisce di natura extracontrattuale il rapporto tra il medico di famiglia e il suo assistito, che potrà così ottenere il risarcimento dal soggetto economicamente più solido, ossia la Asl. E sia perché il testo fa esplicito riferimento all’obbligo di utilizzare obbligatoriamente le tabelle che quantificano i risarcimenti, che il Governo ha assicurato voler rapidamente integrare ed aggiornare.”
Apprezzamento per la nuova legge anche dai medici e dirigenti del Ssn, che parlano di novità di notevole rilievo per il nostro sistema sanitario. “Diciamolo subito – commenta il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise – È un buon risultato. Dopo oltre 15 anni di produzione legislativa, ed un primo, parziale quanto ingiustamente criticato, tentativo di normare la materia da parte del Ministro Balduzzi, il Parlamento è riuscito a dare una risposta complessiva al delicato tema della responsabilità professionale, intrinsecamente legato a quello della sicurezza delle cure, per gli operatori ed i pazienti. Una legge che ha anche il merito di riportare la politica a riempire un vuoto impropriamente occupato in questi anni dalla magistratura e dalla sua esegesi creativa non sempre equilibrata”.
Soddisfazione anche in ambito medico legale. Raffaele Zinno, segretario generale del Sismla, parla di “svolta storica che dà ai medici legali un ruolo fondamentale nella valutazione dell’operato dei colleghi implicati in una causa per malpractice”. Per Zinno “il momento storico che stiamo attraversando è di grande entusiasmo e, le novità normative introdotte per noi sono un punto fermo: l’articolo 15 della normativa prevede la formazione di un collegio che dovrà valutare i casi di responsabilità professionale dal punto di vista tecnico. È un punto molto importante perché credo che i medici, tutti i medici, non vogliono sottrarsi al giudizio ma vogliono essere valutati da colleghi che ne sanno quanto loro. Questi, conoscendo la materia in giudizio, potranno emettere giudizi più qualificati”.
Fuori dal coro, invece, sul fronte politico, i deputati del Movimento 5 Stelle, secondo i quali la proposta di legge farebbe contente soprattutto le società di assicurazione, ma non i cittadini e il personale medico. “Le assicurazioni private – secondo i pentastellati – saranno ben liete del fatto che il risarcimento del danno avverrà sulla base del loro codice e questo farà sì che i risarcimenti nei confronti dei cittadini danneggiati da casi di malasanità o di responsabilità medica risulteranno notevolmente ribassati rispetto a quanto avviene oggi: anche della metà”.
Solo parzialmente soddisfatto il presidente dell’Accademia delle Medicina Legale, dr. Carmelo Galipò, che ribadisce come la legge “al punto in cui era arrivata non poteva non approvarsi, per i vari interessi che gli girano “attorno” tra i quali maggiormente ci sono quelli politici in vista delle nuove elezioni”. “Come già evidenziato dopo il licenziamento dal Senato del disegno di legge – continua Galipò – è stato fatto nuovamente un favore alle compagnie di Assicurazione, mentre rimane solo teorica la tutela globale dei cittadini danneggiati. Anche i medici non devono ritenersi tutelati in sede penale in quanto tutto ritorna ante legge Balduzzi, a motivo dell’abolizione del concetto della colpa lieve. Così com’è scritto l’articolo 6, infatti, il medico non è tutelato dalla colpa per negligenza lieve così come succedeva prima della Balduzzi, mentre per il concetto dell’imperizia si è fatta una grande confusione in quanto, il medico, non potrà mai essere giudicato imperito quando agisce secondo le linee guida e le buone pratiche cliniche e soprattutto quando le adegua al caso concreto. Ossia “tutto fumo e niente arrosto”! Inoltre per com’è scritta le legge non esiste una vera tutela del cittadino, che vedrà ridotto il risarcimento se il medico sbaglia seguendo le linee guida e dovrà comunque attendere la sentenza di condanna per vedersi risarcito il danno quando le strutture ospedaliere non sono assicurate dalle compagnie di Assicurazione. Insomma poche cose buone, tante buone solo in teoria, altre da rifare!… e aggiungerei, infine, un commento sulle “eccitazioni” dei sindacati medico legali (per fortuna non tutti) che vedono nella legge una nuova occasione per i medici legali: attenzione che adesso si scopriranno le carte e l’autorevolezza della medicina legale!”
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