Medici esclusi dalle borse di studio regionali: il caso fa discutere

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‘È un’ingiustizia’: così affermano i medici esclusi dalle borse di studio regionali in quella che si annuncia una polemica destinata a non placarsi

Medici esclusi dalle borse di studio regionali in Veneto. È quanto sta succedendo in questi giorni creando moltissime polemiche tra i giovani medici.
Ma andiamo ai fatti. Il caso dei medici esclusi dalle borse di studio regionali era stato sollevato da Alessandro Vendramin, 27enne padovano.
Vendramin, con una laurea in medicina conseguita con 110 e lode all’università di Bologna, non ha potuto accedere a una delle borse di studio regionali. La ragione? Non si è laureato in Veneto.
Sì, perché per quest’anno sono 90 i posti finanziati dalla Regione Veneto che si sommano ai 6.300 istituiti a livello nazionale.

Ma i posti regionali sono riservati solamente a chi si è laureato in medicina negli atenei veneti e quindi a Padova e Verona.

Sono invece esclusi tutti coloro che sono residenti in Veneto, ma hanno conseguito la laurea oltre il confine regionale.
Per questa ragione, almeno 200 persone hanno sottoscritto una petizione inviata alla Regione Veneto chiedendo di modificare il bando di accesso ai posti aggiuntivi delle scuole di specializzazione in medicina.
La scelta della Regione Veneto, peraltro, è del tutto opposta rispetto a quella operata da altre regioni come Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Valle d’Aosta, Sardegna, Sicilia, regione autonoma di Trento e Repubblica di San Marino.
I duecento medici residenti in Veneto, ma laureati in altre regioni, hanno pertanto inviato una lettera al governatore Luca Zaia, al vice-presidente Gianluca Forcolin, all’assessore alla Sanità Luca Coletto e al direttore generale dell’area Sanità della Regione Domenico Mantoan.

La richiesta è quella di procedere a una modifica del bando per non essere esclusi dai posti finanziati dalla propria regione.

Una prima lettera inviata per posta certificata e presentata a mano a Mantoan risale allo scorso 26 ottobre. Ma non ha ricevuto alcuna risposta.

Così, con 169 sottoscrizioni, i giovani medici hanno effettuato un secondo sollecito lo scorso 16 novembre e sono in attesa di un riscontro.

“In un clima di festa per il raggiungimento del quorum per il referendum su una maggiore autonomia della regione – si legge – è una nota di amarezza vedere che un medico veneto ha precluse le porte della sua stessa regione; quella in cui è nato, cresciuto e ha vissuto e vorrebbe lavorare”.
“Abbiamo scritto questa breve lettera – spiega Alessia Cicogna, laureata in medicina a Trieste con 110 e lode – per chiedere alla Regione Veneto di modificare gli attuali requisiti per beneficiare delle borse aggiuntive regionali per il concorso del prossimo anno”.
“Chiediamo alla nostra regione – conclude la lettera – di permettere a tutti i medici veneti, quindi non solo a coloro che si sono laureati a Padova e Verona, di fruire delle borse regionali messe a disposizione per il concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione in medicina”.
 
 
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