Depressione adolescenziale: le nuove linee guida per affrontarla

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Dall’American Academy of Pediatrics arrivano le nuove linee guida per affrontare e sconfiggere la depressione adolescenziale

L’American Academy of Pediatrics vara le nuove linee guida per affrontare la depressione adolescenziale. Rivolte ai medici di base, che sono tra i primi a combattere contro questo problema, le nuove linee d’intervento sono state pubblicate da Pediatrics.

“I medici di base possono identificare i sintomi della depressione molto prima che giovani e famiglie se ne rendano conto.

Inoltre, possono informare i giovani trattando questa malattia come qualsiasi altra patologia”, ha dichiarato Amy Cheung, dell’Università di Toronto, in Canada, tra gli autori delle raccomandazioni.

La depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso, che può colpire tutti, uomini e donne in ogni fascia d’età e anche gli adolescenti anche se con una incidenza più bassa rispetto agli adulti.

Secondo l’ultimo rapporto Oms ne soffrono complessivamente 322 milioni di persone, quasi 5 su 100.

La depressione è considerata tra le prime patologie che causano disabilità. Si calcola che entro il 2020 sarà la principale causa al mondo di giorni di lavoro persi.

In Italia i costi sociali della depressione ammontano a circa 4 miliardi di euro l’anno (in Europa complessivamente 92 miliardi). Costi che saranno a carico del Sistema Sanitario Nazionale per un totale di 4.062 euro per ciascun paziente.

Le linee guida varate dall’American Academy of Pediatrics

Le linee guida varate dall’American Academy of Pediatrics consistono in aggiornamenti per l’identificazione, la valutazione e la gestione della depressione adolescenziale, insieme a nuovi consigli sul trattamento e il follow-up.

Per intervenire tempestivamente è necessario innanzitutto che i medici di base sappiano riconoscere la patologia, devono quindi seguire dei corsi di formazione specifici. È importante poi il lavoro di equipe che coinvolga anche specialisti in salute mentale.

La prevenzione rimane poi un punto fondamentale. Gli adolescenti a partire dai 12 anni di età dovrebbero sottoporsi a uno screening annuale per valutare la depressione, e quelli con fattori di rischio dovrebbero essere sistematicamente monitorati.

Come si affronta la depressione adolescenziale?

Una volta individuata questa patologia è bene intervenire con un piano di trattamenti basato su specifici obiettivi in aree chiave tra cui casa, amici e scuola. Le terapie più efficaci prevedono poi psicoterapie e antidepressivi.

Gli obbiettivi fissati e i traguardi raggiunti vanno monitorati costantemente per gestire al meglio la depressione adolescenziale evitando che sfoci in atti violenti e pericolosi, arrivando sino al suicidio.

La consulenza con uno specialista può essere di supporto e diventa fondamentale quando la situazione degenera nei casi descritti.

“Questa condizione – continua la dottoressa Amy Cheung – è gestibile nel contesto della medicina di base, ma come per qualsiasi altra malattia, i medici hanno bisogno di adeguata formazione e supporto per fare funzionare le cure”.

Riconoscerla per sconfiggerla

L’adolescenza è terreno fertile per lo svilupparsi di eventuali patologie mentali. I bambini sono costretti a cambiamenti, devono lasciare il porto sicuro dell’infanzia per affacciarsi al mondo, una situazione che può generare ansia e altri disturbi.

Secondo la Società italiana di psicopatologia tra le cause della depressione adolescenziale rientra anche l’iperconnessione.

Dal 22° Congresso nazionale della Sopsi arriva un dato allarmante: fino al 13% degli adolescenti iperconnessi sono a rischio dipendenza patologica. Gli adolescenti passano circa 6 ore al giorno davanti allo smartphone e altri device sviluppando diverse patologie tra cui la nomofobia ossia l’eccessiva paura di rimane senza il cellulare, senza contare le challenge o sfide social che causa stati di tensione emotiva persistente che possono sfociare anche in ansia e depressione.

L’alterazione del tono dell’umore, entro dei limiti può essere fisiologica a questa età. È bene rivolgersi al proprio medico se va ad incidere sulla quotidianità. La frequenza dei sintomi è il primo fondamentale campanello d’allarme.

La depressione adolescenziale e in generale gli stati di alterazione dell’umore si caratterizzano per profonda tristezza, irritabilità e rabbia, sintomi “normali” se sporadici che diventano problematici quando si ripetono tutti i giorni per settimane. Se a questi sintomi si aggiungono disturbi dell’appetito e/o del sonno e perdita di interessi è bene intervenire, innanzitutto instaurando un dialogo con i ragazzi e poi con il supporto del pediatra o il medico di base perché è fondamentale intervenire subito e con un approccio professionale.

Barbara Zampini

 

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