Dal Forum Risk mangement di Firenze la proposta di un organismo che coinvolga tutte le professioni sanitarie, con compiti di programmazione, organizzazione e integrazione dei profili e dei servizi da assicurare
Una Consulta permanente delle Professioni sanitarie, da istituirsi presso il Ministero della Salute, e che collabori al fine di un miglioramento della qualità dell’assistenza da garantire ai cittadini. E’ la proposta lanciata dalla FNOMCeO a Firenze, in occasione del 14° Forum Risk Management. L’iniziativa – ha spiegato il presidente della Federazione dei medici, Filippo Anelli nel corso di un incontro dal titolo “La professione medica e la sinergia con le altri Professioni sanitarie – “ci permetterebbe di svolgere al meglio la nostra funzione di sussidiarietà a garanzia del diritto alla salute dei cittadini.
“È giunto il momento – ha aggiunto Anelli – di lasciarci alla spalle un periodo di conflittualità fra le professioni, per affrontare una modalità nuova e costruttiva che trovi nel team, nella sinergia, la maniera più efficace di tutelare il diritto alla salute dei cittadini”.
I compiti della Consulta sarebbero molteplici: dalla programmazione all’organizzazione, dai contenuti alla qualità e all’integrazione dei profili e dei servizi da assicurare.
“I profili professionali – ha sottolineato ancora il vertice della FNOMCeO – devono essere uniformi sul territorio nazionale È necessario assicurare l’integrazione e l’interdipendenza virtuosa dei diversi profili e delle peculiari competenze professionali che concorrono all’ottimale organizzazione dei servizi assistenziali da garantire ai cittadini in maniera uniforme e omogenea sul territorio nazionale”.
La condizione necessaria, secondo la Federazione dei medici, è una formazione uniforme, che segua programmi omogenei sul piano nazionale e definiti in relazione alle rispettive competenze e funzioni, senza sovrapposizioni tra le diverse professioni. Altrettanto imprescindibile sarebbe garantire la omogeneità in termini di diritti, garanzie, responsabilità, funzioni e retribuzioni delle professioni sanitarie attraverso la definizione di contratti collettivi di lavoro nazionali di categoria uniformi su tutto il territorio dello stato.
“Un’uniformità e un’uguaglianza di diritti per i professionisti che costituiscono il reticolato su cui si appoggia l’uguaglianza dei diritti dei cittadini, che i professionisti sono chiamati a garantire”.
“L’articolo 3 della nostra Costituzione . ha concluso Anelli – asserisce che Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Sono le stesse parole che noi medici ripetiamo nel nostro Giuramento, e che ritroviamo poi all’articolo 3 del nostro Codice di Deontologia”.
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