La Corte di Cassazione è tornata a sgomberare il campo da dubbi ed equivoci in ordine al regime degli avvisi al difensore della persona sottoposta ad alcoltest

Il c.d. alcoltest costituisce un atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile ai sensi dell’art. 354 c.p.p., comma 3, al quale il difensore ha facoltà di assistere, senza tuttavia, avere diritto ad essere previamente avvisato

La vicenda

All’esito del giudizio di secondo grado, la corte d’appello di Brescia confermò la condanna a carico dell’imputato per guida in stato di ebbrezza, sostituendo la pena inflitta dal giudice di prime cure, con quelle del lavoro di pubblica utilità per la durata di sei mesi e sei giorni, previa revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena.

L’uomo era accusato di aver condotto un veicolo con un tasso alcolemico accertato pari a 0,161 g./l.

Sin dall’inizio, l’imputato aveva eccepito la nullità degli accertamenti in quanto la procedura del c.d. alcoltest era stata eseguita senza essere preceduta dall’avviso della facoltà di essere assistito da un difensore di fiducia con conseguente nullità dell’intero procedimento penale.

La sentenza è stata perciò impugnata con ricorso per cassazione per inosservanza ed erronea applicazione della legge in relazione all’art. 114 disp. att. c.p.p.

Ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile, essendo le censure già proposte con l’atto di appello e riprodotte pedissequamente, incentrate su considerazioni di merito, non scrutinabili in sede di legittimità.

Peraltro, la giurisprudenza ha già chiarito (tra le altre, Sez. 4, n. 7967 del 06/12/2013) che il c.d. alcoltest costituisce un atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile ex art. 354 c.p.p., comma 3, al quale il difensore ha facoltà di assistere, ai sensi del successivo art. 356, senza avere diritto ad essere previamente avvisato.

In tal caso la polizia giudiziaria ha l’obbligo (art. 114 disp. att. c.p.p.), di avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia ma non è tenuta nè a prendere notizia dell’eventuale nomina nè a nominare un difensore di ufficio.

Tale avviso non necessita di formule sacramentali purché sia idoneo al raggiungimento dello scopo, ovvero quello di avvisare colui che non possiede conoscenze tecnico-processuali del fatto che, tra i propri diritti, vi è la facoltà di nominare un difensore che lo assista durante l’atto.

L’eventuale violazione di detto obbligo dà luogo ad una nullità di ordine generale a regime intermedio ex art. 178 c.p.p., comma 1, lett. c).

Nel caso in esame dal verbale di accertamenti urgenti era emerso che i Carabinieri, prima di eseguire l’alcoltest, avessero ritualmente avvisato l’imputato della facoltà di farsi assistere da un difensore e che questi vi avesse espressamente rinunciato.

Le doglianze difensive erano perciò manifestamente infondate per l’asserita non corrispondenza al vero delle attestazioni contenute nel verbale.

Il ricorso è stato, dunque, dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.

La redazione giuridica

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