I dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità sull’antimicrobico resistenza vedono il nostro Paese maglia nera in Europa per mortalità, con oltre 10mila decessi

“In Italia la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate d’Europa e costituisce un serio problema di sanità pubblica. Va assolutamente rafforzata la sorveglianza del fenomeno su tutto il territorio nazionale, aumentando la partecipazione dei laboratori dedicati a questa attività, come previsto dal Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico resistenza del 2017”. Così il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri in occasione della Giornata europea per l’uso consapevole degli antibiotici.

In base ai dati recentemente diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, nel 2018, le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza si mantengono più alte rispetto alla media europea, pur nell’ambito di un trend in calo rispetto agli anni precedenti.

Il nostro Paese, purtroppo, detiene il triste primato, nel contesto europeo, della mortalità per antibiotico-resistenza. Infatti, dei 33mila decessi che avvengono in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, oltre 10mila succedono in Italia.

“Gli ultimi dati disponibili – sottolinea Annalista Pantosti, responsabile della Sorveglianza AR-ISS – mostrano che i livelli di antibiotico-resistenza e di multi-resistenza delle specie batteriche sotto sorveglianza sono ancora molto alti, nonostante gli sforzi notevoli messi in campo finora, come la promozione di un uso appropriato degli antibiotici e di interventi per il controllo delle infezioni nelle strutture di assistenza sanitaria”.

“L’abuso e l’utilizzo inappropriato degli antibiotici – conclude Sileri – facilita lo sviluppo di batteri resistenti che rendono inefficaci le terapie. Dobbiamo imparare a usare questi farmaci in modo corretto evitando assolutamente il fai da te. L’antibiotico va assunto solo dietro prescrizione medica e solo per curare le infezioni di origine batterica. Contro i virus, come quelli del raffreddore o dell’influenza, non serve a niente”.

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