Chiesto il rinvio a giudizio per un professionista che lo scorso marzo si apprestava ad effettuare un intervento su una paziente di 39 anni, morta dopo una arresto cardiaco e tre giorni di coma

Rischia di finire a processo il chirurgo estetico accusato di omicidio colposo in relazione al decesso della 39enne morta lo scorso marzo dopo essere stata colpita da un arresto cardiaco durante la preparazione a un trattamento di sollevamento dei glutei da svolgere in anestesia locale.

La donna, residente a Desio, avrebbe dovuto operarsi in day hospital. Non era la prima volta che si sottoponeva a piccoli ritocchi. In quella circostanza, tuttavia, qualcosa era andato storto. Pochi minuti dopo la somministrazione del sedativo paziente sarebbe stata colta da un “attacco convulsivo” che le avrebbe causato “una crisi tonica” facendola “rovinare al suolo dal lettino” a causa di un’insufficienza respiratoria. Il medico le aveva prestato i primi soccorsi chiamando nel frattempo il 118.

La paziente era poi stata trasferita all’ospedale di Monza e ricoverata in Neurorianimazione, dove era deceduta dopo tre giorni di coma.

In base all’ipotesi accusatoria, il chirurgo sarebbe responsabile per negligenza, imperizia e “inosservanza delle leggi guida” nel settore della medicina estetica. In particolare, il professionista, “da solo, senza ausilio di personale medico o paramedico” non sarebbe riuscito a mettere in atto un adeguato intervento di emergenza a fronte delle condizioni critiche della 39enne. Inoltre, avrebbe “omesso di controllare le vie aeree” della donna, che aveva smesso per 30 minuti di respirare andando incontro alla morte cerebrale.

Secondo i familiari della vittima, l’assistenza del camice bianco sarebbe stata troppo basica: essendo un medico, avrebbe dovuto sapere che non bastava solo il massaggio cardiaco. Ora la decisione spetterà al Giudice per l’udienza preliminare.

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