Secondo i parenti della vittima, morta a causa di un arresto cardiaco improvviso, i soccorsi sarebbero arrivati a distanza di un’ora dalla prima chiamata alla Centrale operativa

E’ morta all’età di 19 anni, stroncata da un arresto cardiaco improvviso. Un evento che miete ogni giorno nel mondo vittime di ogni fascia di età, ma che, in questo caso, assume un contorno ancor più drammatico in virtù della tempistica dei soccorsi. Sembra infatti, secondo quanto denunciato dai parenti della giovane vittima, che l’ambulanza del 118 sarebbe giunta sul posto solamente dopo un’ora dalla prima chiamata alla Centrale Operativa.

A rendere nota la vicenda è stato lo stesso presidente nazionale del SIS 118, Mario Balzanelli, che ha sottolineato come, aldilà di quanto emergerà dalle doverose verifiche che verranno svolte nelle sedi opportune e delle concrete possibilità di sopravvivenza della ragazza rispetto alla natura e all’entità dell’evento, la legge sia molto chiara in materia di tempi di intervento.

Nello specifico, in caso di codice rosso, l’arco temporale entro il quale il mezzo di Soccorso del 118, con a bordo personale sanitario in grado di fare diagnosi e terapia di emergenza potenzialmente salvavita, deve raggiungere il paziente, è fissato in 8 minuti dalla chiamata in Centrale Operativa, in area urbana, e 20 minuti dalla chiamata, in area extraurbana,

Parametri che, nel caso in questione, sulla base di quanto emerso dalle testimonianze, sarebbero stati ampiamente disattesi.

E non a causa di una direzione inadeguata del sistema o di un disimpegno da parte degli operatori, ma per via dell’inadeguatezza del numero di mezzi di soccorso rispetto alle necessità del territorio. Al momento della tragedia, infatti, le ambulanze operative nell’area sarebbero state tutte impegnate, tanto da rendere necessaria la partenza  di un mezzo dall’area di Nola.

Per Balzanelli, dunque, questa ennesima morte dovrebbe far riflettere Governo e Ministero della Salute,  sulla necessità assoluta ed improcrastinabile della riforma del sistema 118, necessaria per scongiurare altri decessi evitabili. Una revisione che assicuri l’organico medico e infermieristico per i soccorsi di emergenza – visto che oggi spesso l’ambulanza avrebbe a bordo solamente gli autisti soccorritori, anche per i codici rossi – e che definisca il numero totale di mezzi sulla base dei tempi di percorrenza. E ancora, una normativa  che riorganizzi il servizio sulla base di dipartimenti sanitari provinciali e regionali e che, al fine di evitare perdite di tempo in casi di urgenza, lasci la possibilità al cittadino di chiamare direttamente il 118, anche dopo l’introduzione del numero unico di emergenza 112.

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