Accolto il ricorso di un dipendente pubblico sanzionato perché assente alla visita fiscale domiciliare richiesta dall’Inps. Restituito il trattamento economico decurtato

Aveva ricevuto una sanzione perché assente alla visita fiscale domiciliare richiesta dall’Istituto nazionale di previdenza sociale. Nello specifico, il provvedimento prevedeva la decadenza per intero del diritto a qualsiasi trattamento economico per 10 giorni, riferiti al periodo tra il 14 e il 23 novembre 2017, ed al 50% per altri 10 giorni, dal 24 novembre al 3 dicembre 2017.

Nell’ambito del procedimento disciplinare interno a suo carico l’uomo, dipendente comunale di 47 anni portatore di invalidità civile al 78%, si era giustificato sostenendo di trovarsi, in quel frangente, presso lo studio del proprio medico specialista, con il quale aveva appuntamento. Il camice bianco, tuttavia, a causa di un altro impegno di natura professionale, non aveva potuto riceverlo. La versione, peraltro, era stata confermata dallo stesso medico.

Il lavoratore ha quindi impugnato la misura davanti al Giudice del lavoro, che ha ritenuto di accogliere il ricorso per l’infondatezza nel merito dei motivi alla base della sanzione.

E’ stata quindi annullata la sanzione disciplinare della decadenza dal diritto al trattamento economico. Inoltre, il Comune è stato intimato a restituire i giorni di paga sottratti al lavoratore. L’Ente, infine, è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio. E’ stata rigettata, invece, la richiesta di risarcimento danni per 20 mila euro avanzata dal lavoratore stesso.

La concomitanza con la reperibilità di visite, prestazioni e accertamenti specialistici (laddove si dimostri che le stesse non potevano essere svolte in orari diversi) costituisce uno dei casi in cui l’assenza alla visita fiscale è giustificata. In generale la non reperibilità è accettata per ogni serio e fondato motivo che giustifichi l’allontanamento del dipendente dal proprio domicilio. Tra questi figurano anche il ricovero ospedaliero; il ritiro presso gli sportelli sanitari di radiografie collegate alla malattia; l’effettuazione di un ciclo di cure presso un istituto convenzionato o l’esigenza improrogabile di recarsi in farmacia.

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