Qualora l’assistito sia irreperibile è ammessa la liquidazione d’ufficio a carico dell’erario dell’onorario professionale spettante all’avvocato

Un avvocato aveva presentato istanza di liquidazione dei compensi per l’attività svolta quale difensore d’ufficio di una cittadina nigeriana, in un procedimento dinanzi al Magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dichiarata inammissibile l’istanza di liquidazione per l’omesso esperimento delle procedure di recupero del credito professionale, l’avvocato aveva proposto ricorso per cassazione, lamentando la violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 117, nonché l’omesso esame di un fatto decisivo, avendo il giudice dell’opposizione mancato di considerare che l’esperimento delle procedure di recupero del credito professionale non era stato nella specie necessario, nè possibile, trattandosi di un assistito irreperibile.

Ebbene, il motivo è stato accolto, perché fondato (Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, ordinanza n. 2923/2020).

Il Supremo Collegio ha ricordato che per un principio di diritto ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità, sia penale (Cass. 17 ottobre 2007, n. 4153; Cass. 13 novembre 2012, n. 4576), che civile (Cass. 20 luglio 2010, n. 17021; Cass. 7 aprile 2014, n. 8111), a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 116 e 117, “l’inutile esperimento delle procedure di recupero del credito professionale non condiziona la liquidazione dell’onorario del difensore d’ufficio a carico dell’erario quando sussista l’irreperibilità dell’assistito, irreperibilità da intendere anche come mera situazione di fatto, a prescindere, quindi, dalla declaratoria formale ex artt. 159 e 160 c.p.p., poiché la fattuale impossibilità di rintracciare il debitore nel momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile impedisce al patrono di attivare qualunque procedura di recupero del credito professionale”.

La decisione

Di tale principio di diritto non aveva fatto corretta applicazione il giudice dell’opposizione avendo confermato il diniego di liquidazione dell’onorario con l’assunto che il professionista non avesse avviato procedure esecutive di recupero del credito.

Il ricorso è stato perciò accolto e l’ordinanza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in persona di diverso magistrato, per un nuovo esame dell’opposizione.

La redazione giuridica

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