La Corte di Cassazione ha fatto il punto sulle barriere antirumore e sul risarcimento dovuto ai proprietari delle case vicine all’autostrada per le immissioni rumorose

La Corte di Cassazione, seconda sezione civile, nella sentenza n. 28893/2018 ha fatto il punto in merito alle barriere antirumore, ai danni da immissioni sonore e ai relativi risarcimenti.

La società che gestisce il tratto autostradale in prossimità dell’abitazione, infatti, sarà tenuta a risarcire i proprietari degli appartamenti per i danni da inquinamento acustico laddove non siano state approntate barriere antirumore adeguate.

Infatti, scatta la tutela risarcitoria ex artt. 844 e 2043 c.c. in quanto il D.P.R. n. 142/2004 non è suscettibile di elidere la valenza precettiva di tali norme.

La vicenda

Nel caso di specie, gli Ermellini si sono pronunciati sull’impugnazione della società Autostrade convenuta inizialmente in giudizio da una coppia, proprietaria di un’abitazione in prossimità dell’autostrada. La coppia, infatti, riteneva fosse stato superato il livello massimo di immissioni rumorose.

Esperita prova testimoniale, disposta CTU medico-legale e un’integrazione alla CTU tecnico-acustica, Il Tribunale ha accertato che le immissioni rumorose prodotte nel tratto autostradale in oggetto superavano la normale tollerabilità ex art. 844 c.c..

Pertanto, disponeva il risarcimento in forma specifica nei confronti degli attori.

Inoltre, la società convenuta è stata condannata a realizzare immediatamente una barriera antirumore con materiale fonoassorbente adeguato.

Tale barriera era lunga 400 metri e alta 6 metri, con curvatura superiore a rientrare di 0,5 metri (in base alla soluzione vagliata dal CTU).

Decisione che veniva confermata anche dalla Corte d’Appello.

Ebbene, in Cassazione Autostrade si è difesa evidenziando come le lamentate immissioni fossero da riconnettersi all’esercizio dell’infrastruttura autostradale e, dunque, all’utilizzazione dell’opera pubblica secondo la sua tipica destinazione. Il pregiudizio lamentato, dunque, non era dovuto all’omessa manutenzione delle barriere antirumore di metri 2,5 preesistente.

Non è tutto.

La Società Autostrade ha anche negato ogni colpa ascrivibile per inadempimento di obblighi di contenimento e abbattimento del rumore nella costruzione e gestione dell’infrastruttura autostradale.

Ciò in quanto le immissioni sarebbero avvenute nel rispetto del D.P.R. n. 142/2004, che ne certifica la piena legittimità.

Pertanto, il pregiudizio lamentato dalla coppia sarebbe stato quello sofferto in ragione della localizzazione dell’opera pubblica nelle vicinanze della propria abitazione.

Una posizione tutelata da disposizioni specifiche, e sottratta, secondo la ricorrente, allo schema della tutela reale ex art. 844 c.c., tutte le volte in cui non ricorra lesione del diritto primario alla salute.

In conclusione, nonostante le rimostranze dell’ente gestore del tratto autostradale, anche la Cassazione ha confermato la decisione di merito.

Secondo gli Ermellini, l’inquadramento normativo individuato dal Tribunale è stato correttamente ritenuto ineccepibile dalla Corte d’Appello nell’azione risarcitoria extracontrattuale, ex artt. 2043 e 844 c.c..

E questo, non essendo il D.P.R. n. 142/2004 suscettibile di elidere la valenza precettiva dell’art. 2043 c.c. e della tutela del diritto di proprietà prevista dall’art. 844.

Oltre a ciò, il Collegio ha ricordato che, in tema di immissioni acustiche, è stato affermato che la differenziazione tra tutela civilistica e tutela amministrativa mantiene la sua attualità anche a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 6-ter del D.L.. n. 208/2008 (conv. con mod. in L. n. 13/2009).

Anche a quest’ultimo non può attribuirsi una portata derogatoria e limitativa dell’art. 844 c.c..

Ciò poiché avrebbe l’effetto di escludere l’accertamento in concreto del superamento del limite della normale tollerabilità.

Pertanto, deve ritenersi prevalente, alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata, il soddisfacimento dell’interesse ad una normale qualità della vita rispetto alle esigenze della produzione.

 

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