Respinto il ricorso di un uomo che chiedeva il ristoro dei danni subiti a causa di una caduta causata da una buca sul manto stradale, non visibile perché coperta da acqua e terriccio

Era caduto a terra a causa di una buca sul manto stradale, non visibile perché coperta da acqua e terriccio. L’uomo, agiva quindi in giudizio nei confronti del Comune per al fine di far accertare e dichiarare la responsabilità dell’ente ai sensi dell’art. 2051 del codice civile (danno cagionato da cosa in custodia), o in subordine dell’art. 2043 (risarcimento per fatto illecito), e ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti a seguito del sinistro.

L’istanza era stata respinta sia in primo grado che in appello. In particolare, la Corte territoriale dichiarava che il quadro probatorio offerto dall’appellante non consentiva di ritenere provate né la posizione e la dimensione della buca, né la dinamica del sinistro secondo cui la caduta sarebbe imputabile alla presenza del brecciolino misto a terriccio proveniente dall’adiacente cantiere che ricopriva un avvallamento/buca non visibile. Pertanto, non riteneva assolto l’onere di provare il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno subito dall’attore né la prova del nesso di casualità ai sensi dell’art. 2043 c.c.

Nell’impugnare la sentenza davanti alla Suprema Corte il ricorrente lamentava che i fatti posti a fondamento nella propria pretesa risarcitoria non fossero stati contestati dai convenuti, pertanto la Corte di appello avrebbe dovuto valutarli positivamente poiché fatti pacifici.

Per la Cassazione, che si è pronunciata sul caso con l’ordinanza n. 10016/2020, il ricorso è inammissibile.

Gli Ermellini hanno infatti chiarito che l’eventuale mancata contestazione a nulla rileva se non viene fornita prova di quanto dedotto. Infatti, sebbene un fatto sia incontestato tuttavia non può intendersi autonomamente provato rimanendo pur sempre in capo al giudice, mediante l’utilizzo di un attento potere di controllo probatorio, verificare se nel processo esiste la prova del fatto allegato dalla parte. Orbene, rientra nei poteri del Giudice di merito la discrezionale valutazione delle prove acquisite, anche qualora fossero fatti non contestati.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva correttamente argomentato in modo esaustivo e coerente con le premesse di fatto sottoposte al suo vaglio, rilevando la mancanza di prova del nesso causale tra il danno e la cosa in custodia poiché non è stata provata la dinamica dell’incidente e la posizione e dimensione della buca.

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