La donna, moglie di un Carabiniere morto per un cancro ai polmoni asbesto correlato, si era vista respingere dal Ministero la domanda volta all’ottenimento del beneficio

Il Tar della Lombardia ha annullato il respingimento della domanda presentata dalla vedova di un Carabiniere, volta al riconoscimento della pensione privilegiata che spetta agli eredi dei militari deceduti per patologie legate a cause di servizio. Come riferisce la Nazione l’uomo, nel corso della sua permanenza nell’Arma si era occupato dello sgombero di costruzioni abusive cariche di eternit. Una volta in congedo aveva sviluppato un cancro ai polmoni asbesto correlato, ovvero riconducibile alle fibre di amianto respirate durante gli anni di servizio. La neoplasia, fulminante e letale, ne aveva provocato la morte nel dicembre del 2015.

La moglie, nel febbraio del 2016, si era rivolta al Ministero della Difesa per ottenere la pensione, evidenziando il nesso di causalità tra il mesotelioma maligno sarcomatoso pleurico diagnosticato al marito un mese prima della scomparsa e l’attività svolta nei Carabinieri. Il dicastero, tuttavia, aveva negato il riconoscimento del beneficio sostenendo che il maresciallo non si fosse congedato per malattia e che la domanda era stata presentata oltre il termine massimo dei cinque anni dal congedo; la patologia, peraltro, non sarebbe a lunga latenza.

Il Tribunale amministrativo, tuttavia, con una decisione dei giorni scorsi, ha obbligato il Ministero a rivedere la pratica ritenendo il rigetto “viziato da violazione di legge, difetto di motivazione e contraddittorietà” e, pertanto, da annullare.

Secondo i Giudici, la decisione della Difesa – riporta ancora la Nazione – si sarebbe basata su un parere della commissione medica ospedaliera di Milano del 2016 “quantomeno contraddittorio”, assumendo ai fini della decisione “”una qualificazione della malattia palesemente in contrasto con le conoscenze da tempo non solo condivise dalla comunità scientifica, ma di patrimonio comune”.

Il TAR ha inoltre richiamato la giurisprudenza della Corte Costituzionale in base alla quale, laddove la malattia insorga dopo i cinque anni dal congedo, la finestra temporale per presentare domanda di pensione privilegiata deve datarsi dall‘insorgenza della stessa. La domanda della vedova, quindi, è stata riabilitata.

Hai vissuto una situazione simile e vuoi ottenere, in breve tempo, il riconoscimento dei tuoi diritti? Scrivici per una consulenza gratuita di procedibilità a redazione@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Pensione di inabilità, si alla domanda anche senza incollocabilità al lavoro

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui