Capannone usato come opificio e infortunio mortale, il custode può essere responsabile

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Un lavoratore è deceduto dopo essere precipitato da una pedana sollevata con un muletto all’interno di un capannone usato come opificio e privo delle essenziali misure di sicurezza. I giudici hanno evidenziato che la pericolosità intrinseca dell’immobile, adibito stabilmente ad attività produttiva nonostante le sue condizioni strutturali, può integrare il nesso causale necessario ai fini della responsabilità del custode (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 30 novembre 2025, n. 31209).

I fatti

La vittima svolgeva ordinariamente la propria attività, anche se privo di regolare assunzione e di copertura assicurativa, all’interno di un capannone industriale in costruzione in comproprietà dei due soci nonché coniugi. Il locale si deduce fosse privo delle più elementari dotazioni di sicurezza

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