Carenza di motivazione nelle pronunce giurisdizionali: la motivazione svolge un ruolo fondamentale (Cass. civ., sez. III, dep. 30 maggio 2022, n. 17426).

Carenza di motivazione nelle sentenze: la motivazione palesa la ragione della decisione al soggetto nei confronti del quale è emesso il provvedimento, e consente un vaglio sulla sua legalità da parte del Giudice dell’impugnazione.

“La motivazione delle sentenze deve essere sufficiente, logica e ordinata. È indispensabile, cioè, che dall’insieme delle argomentazioni svolte dal giudice emergano gli elementi in fatto e in diritto posti a fondamento della decisione adottata”.

La particolare decisione qui a commento trae origine dalla sostituzione del cambio di un autocarro, poi rivelatosi non nuovo ma revisionato.

Il proprietario dell’autocarro chiedeva ed otteneva l’ordine di sostituzione con altro cambio nuovo di fabbrica, come da provvedimento ex art. 700 c.p.c.. del Tribunale di Ragusa.

L’officina non ottemperava a tale ordine, sicché il ricorrente provvedeva ad acquistare il cambio nuovo e a farlo installare da altra officina chiedendo l’emissione di un secondo provvedimento ex art. 669-duodecies  c.p.c. al fine di ottenere la restituzione della somma spesa per la sostituzione del pezzo dell’autocarro, intimando con apposito atto di precetto notificato all’officina inadempiente il pagamento della somma complessiva di € 22.700,00.

Il Tribunale di Ragusa, revocava il provvedimento di autorizzazione all’installazione di un cambio nuovo, nonché revocava l’ordinanza di ingiunzione in merito al pagamento della spesa sostenuta per detta sostituzione poiché il ricorrente, facendo sostituire il cambio dell’autocarro ad altra officina, aveva disatteso il precedente provvedimento attuativo laddove l’installazione di cambio nuovo doveva essere effettuato da altre officina autorizzata Iveco.

La Corte d’Appello di Catania respingeva il gravane del proprietario dell’autocarro che propone ricorso per cassazione affidato a due motivi di doglianza.

Con il primo motivo, si duole dell’erroneità della sentenza impugnata in quanto egli non avrebbe disatteso il provvedimento attuativo atteso che nel medesimo non risultava specificato quale officina autorizzata avrebbe dovuto eseguire i lavori di riparazione del cambio. Con il secondo motivo di ricorso si duole della mancata pronunzia della Corte di merito circa il terzo motivo di appello.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso per carenza di motivazione.

“L’attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme di denaro avviene nelle forme degli articoli 491 e seguenti in quanto compatibili, mentre l’attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare o non fare avviene sotto il controllo del Giudice che ha emanato il provvedimento cautelare il quale ne determina anche le modalità di attuazione e, ove sorgano difficoltà o contestazioni, dà con ordinanza i provvedimenti opportuni, sentite le parti”.

La Corte di Catania, conformemente al primo Giudice, ha interpretato l’espressione «altra autofficina autorizzata» nel senso di «solo officine Iveco».

E’ pacifica, sostengono gli Ermellini, la carenza di motivazione che, peraltro, risulta apodittica, intrinsecamente ed irrimediabilmente illogica in quanto non raggiunge il cosiddetto minimo costituzionale, appalesandosi come meramente apparente e quindi inesistente, in quanto non vengono indicati gli elementi da cui viene tratta l’interpretazione che l’autofficina autorizzata dovrebbe intendersi come “autofficina Iveco”.

La motivazione delle sentenze ha un ruolo fondamentale: ha la duplice funzione di rendere intelligibile la ragione della decisione al soggetto nei confronti del quale è emesso il provvedimento, e di consentire un vaglio sulla sua legalità da parte del Giudice dell’impugnazione.

Proprio per tali ragioni la motivazione deve essere sufficiente, logica e ordinata, in difetto si discorre di carenza di motivazione.

In altri termini, dall’insieme delle argomentazioni svolte dal Giudice devono emergere gli elementi in fatto e in diritto posti a fondamento della decisione.

La Suprema Corte accoglie il ricorso del proprietario dell’autocarro, cassa la sentenza e rinvia alla Corte d’Appello di Catania in diversa composizione.

La redazione giuridica

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