Sono accusati di gravi maltrattamenti, lesioni e furti ai danni di anziani ricoverati alcuni infermieri e operatori socio – sanitari della casa di riposo “Narnali” di Prato. La procura sta indagando su 17 dipendenti, di cui 14 sono del Consorzio Astir, mentre 3 dell’Asl. I pazienti, non autosufficienti e con gravi patologie invalidanti, venivano maltrattati e umiliati sia moralmente che fisicamente. Le terrificanti immagini sono state registrate dalle videocamere piazzate dagli agenti della squadra mobile.

L’Astir – la società titolare di una parte dei dipendenti indagati – anziché chiedere scusa alle famiglie delle vittime ha scaricato inizialmente tutta la colpa all’Asl per mancanza di controlli nella Rsa (Residenza Sanitarie Assistenziali). Solo dopo un fiume di polemiche, il 13 luglio, l’Astir ha fatto circolare un testo nel quale si rivolgeva ai parenti degli anziani esprimendo “sentimenti di profondo dolore” e chiedendo “umilmente perdono”.

Come riporta l’edizione di Prato de “Il Tirreno”, l’incontro tra Loretta Giuntoli, presidente del Consorzio di cooperative Astir, e Simona Carli, vice commissario dell’Asl 4, non ha portato grossi risultati. Il consorzio ha proposto una risoluzione consensuale del contratto per la gestione della clinica Narnali (mantenendo i servizi  pulizia e lavanderia) mentre l’Asl insiste con la risoluzione per gravi inadempienze.

Chiedendo la risoluzione per gravi inadempienze, l’Asl non si preclude la possibilità di chiedere il risarcimento danni all’Astir una volta che la giustizia avrà fatto il suo corso.

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