La Corte di Cassazione non avalla le prassi discriminatorie verso le donne diffuse in alcuni paesi del Sud Italia

La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza 14477/2020 ha dichiarato inammissibile il ricorso del padre che chiedeva un risarcimento ulteriore per la scomparsa prematura della sua unica figlia femmina, sentendosi defraudato della possibilità di essere curato e amorevolmente assistito durante la vecchiaia da sua figlia.

Molteplici gli aspetti critici. Il primo motivo di inammissibilità è dato dalla richiesta del ricorrente di stabilire la portata del legame affettivo fra padre e figlia in sede di giudizio di legittimità, mettendo in discussione la valutazione dei fatti operata dal giudice di merito.

La Corte di Cassazione in quanto giudice di legittimità non può sindacare sul merito, ma soltanto accertare la corretta applicazione e interpretazione delle norme giuridiche.

Secondo profilo di inammissibilità è la mancanza di allegazioni sufficienti a dimostrare la natura del rapporto fra padre e figlia e l’assiduità dello stesso. Il fatto che il fascicolo di primo grado non sia stato allegato priva la parte ricorrente della possibilità di produrre il certificato storico di famiglia.

Da ultimo, l’assoluta mancanza di rilievo del sesso della figlia defunta.

Sostiene infatti la Corte che anche affidandosi soltanto al buon senso e a una massima di esperienza si può giungere alla conclusione che il compito di prestare assistenza e dare conforto ai genitori anziani e malati o non autosufficienti sia parimenti attribuito sia ai figli maschi sia alle figlie femmine, senza distinzione alcuna.

La presenza degli altri due figli, di sesso maschile, potrà dunque garantire al padre di essere accudito e curato in vecchiaia, senza differenze rispetto a quanto sarebbe accaduto se la figlia fosse stata ancora viva. Priva di senso e velatamente discriminatoria è la prassi in uso in alcuni paesi del Sud ove tale compito è affidato esclusivamente alle figlie femmine.

                                                                              Avv. Claudia Poscia

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