Il Sindacato ha rappresentato all’Istituto le criticità su complessità tecniche e di contenuto delle certificazioni per infortunio e per malattie professionali

“Abbiamo rappresentato al direttore INAIL Agatino Cariola e alla delegazione trattante dell’istituto le criticità sulle complessità tecniche e di contenuto delle due certificazioni in discussione”. Così il Vice Segretario nazionale dello SMI Luigi De Lucia a margine di un incontro su certificazioni per infortunio e per malattie professionali.

“È indispensabile un raccordo in cooperazione applicativa con i nostri software gestionali” ha aggiunto il rappresentante sindacale. “Il carico burocratico e il carico assistenziale clinico del medico di medicina non può ulteriormente essere gravato da nessun altro obbligo certificativo e/o clinico che non tenga conto del grande peso assistenziale in carico al medico”.

Il sindacato, inoltre, ha posto la questione dell’esenzione INAIL che attiene all’istituto e che crea non pochi problemi nell’applicabilità sul territorio.

“Giudichiamo positivamente – ha fatto aggiunto Cristina Patrizi, Consigliere Nazionale del Sindacato Medici Italiani – la disponibilità dell’Istituto a valutare con le parti gli aspetti tecnici di una procedura che, al momento, deve ancora avere l’attivazione contrattuale”. Lascia invece perplessità lo stanziamento per la norma, che al momento è indicato solo complessivamente (per mmg ed ospedalità) ed è affidato alle regioni.

“Non possiamo immaginare – sottolinea ancora Patrizi – carichi ulteriori di lavoro non retribuito per i medici di medicina generale. Se è pur vero che esistono obblighi di legge, le norme devono trovare discipline applicative che al momento non risultano ancora concordate. Per queste ragioni lo SMI è contrario ad un accordo che veda le risorse applicate in quota capitaria”.

“Abbiamo contestato questa impostazione, già da gennaio scorso, poiché non chiarisce il riparto (tra fondi che andranno agli ospedalieri e fondi alla medicina generale) che ad occhio e croce si attesterebbe a circa 3 milioni di euro. Tutto questo – concludono gli esponenti del Sindacato Medici Italiani – lo riteniamo un’ennesima incombenza per la medicina generale”.

Leggi anche:

PARI OPPORTUNITÀ E AGGRESSIONI AI MEDICI, SMI INCONTRA SPERANZA

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui