Non ha più diritto al mantenimento il figlio maggiorenne, assunto con contratto di apprendistato, che percepisce una retribuzione idonea a soddisfare le sue esigenze di vita

Con reclamo depositato presso la Corte d’Appello di Venezia il ricorrente citava in giudizio l’ex coniuge ed impugnava il decreto del Tribunale di Belluno che, adito per la modifica delle condizioni divorzili, aveva parzialmente accolto la domanda, riducendo l’assegno di mantenimento dovuto per il figlio di 22 anni da 500 euro mensili a 100 euro oltre al 50% delle spese straordinarie. A fondamento del reclamo, il ricorrente esponeva che il proprio figlio aveva iniziato a lavorare alle dipendenze di una ditta individuale con uno stipendio di 1.300 euro mensili e con un contratto di apprendistato e che poi si era licenziato ed era stato assunto da un’altra impresa di autodemolizione con una retribuzione di 400 euro al mese; tale rapporto era stato successivamente modificato in contratto di apprendistato con retribuzione di 1.165,77 euro mensili.

Censurava pertanto il provvedimento del Tribunale di Belluno per aver ridotto, anziché elidere, l’assegno di mantenimento.

Ebbene, la Corte d’Appello di Venezia (sentenza n. 91/2020) ha accolto il reclamo e ha dichiarato venuto meno l’obbligo per il genitore onerato di continuare a mantenere il figlio.

Elementi decisivi sono stati il fatto che il ragazzo si fosse ormai inserito nel mondo del lavoro, che avesse iniziato a percepire una retribuzione allo stato sufficiente per le sue esigenze, che il rapporto lavorativo fosse sufficientemente stabile, e che la madre non avesse al riguardo allegato e provato una diversa prospettazione (in termini di insufficiente retribuzione e di precarietà lavorativa).

Ed invero, pur trattandosi di rapporto di lavoro di apprendistato (D.Lgs. n. 81/2015), sia le precedenti esperienze lavorative che la durata non secondaria dei relativi rapporti retribuiti (circa tre anni) dimostravano che il beneficiario avesse ottenuto una stabilizzazione lavorativa idonea a consentire anche in termini prognostici futuri una autonomia personale e professionale incompatibile con la previsione, a carico del genitore, di un obbligo di mantenimento (Cass. n. 19696/2019).

La decisione

Come è noto, disciplina dell’apprendistato è stata, di recente, modificata dal D.Lgs. n. 84 del 2015; “sicchè lo stesso – ha concluso il Collegio -, ancorché di natura professionalizzante, costituisce pur sempre un rapporto di lavoro finalizzato alla occupazione. Questo determina il superamento degli arresti giurisprudenziali riferibili alla precedente normativa in tema di apprendistato”.

Vittoria dunque per il genitore che non dovrà più mantenere il figlio.

La redazione giuridica

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