Le proposte del sindacato per evitare l’epidemia da coronavirus: si a triage telefonico e autocertificazione dei lavoratori in malattia per ridurre visite ambulatoriali e domiciliari

“Dobbiamo alzare le misure di sicurezza e di prevenzione sanitaria per i cittadini e il personale  medico-sanitario e adottare, là dove è necessario, una quarantena più severa, alla stregua dei trattamenti sanitari obbligatori previsti dalla legge e sanzioni per coloro che violano le prescrizioni del ministero della salute”. Questo, secondo il Sindacato Medici Italiani, l’unico sistema per evitare l’epidemia da coronavirus.

Lo ha dichiarato il  Segretario Generale dell’organizzazione, Pina Onotri, in relazione all’escalation di contagi registrati in Italia nelle ultime ore, con i primi due decessi in Veneto e Lombardia.

Il Sindacato chiede l’adozione di  un protocollo nazionale per la messa in sicurezza degli operatori sanitari e per poter assistere la popolazione. Il tutto alla luce del fatto che gli stessi operatori sanitari potrebbero essere, a loro volta, il tramite più frequente per la trasmissione del virus.

“Siamo per l’uso del  triage telefonico per i pazienti a rischio coronavirus come  sistema alternativo all’accesso agli studi  di medicina generale e con l’uso pianificato del numero verde 1500”.

Per quanto riguarda le persone sottoposte a quarantena, che si devono assentare dal lavoro, il Sindacato propone una comunicazione dedicata da parte delle autorità sanitarie che venga inoltrata direttamente all’Inps.

Un ulteriore proposta è quella relativa all’autocertificazione in caso di malattia, anche al fine di ridurre drasticamente in generale, in questa fase dell’epidemia, le visite ambulatoriali o domiciliari da parte dei medici.

“Si adottino misure per  limitare gli accessi agli studi medici e ai servizi di continuità assistenziale  per incombenze puramente burocratiche, tipo le certificazioni di malattia e il rilascio del promemoria per le ricette elettroniche. I medici – conclude Onotri – sono  a disposizione del Paese in questa fase emergenziale ma vogliono poter lavorare in sicurezza. Ci attendiamo da tutti i cittadini, dalle istituzioni,  un grande senso di responsabilità e di collaborazione”. 

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