In giudizio viene confermato il diritto del trasportato al risarcimento dei danni fisici in quanto le prove testimoniali hanno confermato il corretto utilizzo della cintura di sicurezza (Tribunale di Crotone, Sentenza n. 334/2021 del 07/04/2021 – RG n. 1953/2016)

L’attore deduce che il giorno 07.01.2016 alle ore 15.00 circa, l’autovettura Seat Arosa a bordo della quale si trovava quale trasportato, improvvisamente tamponava, sulla fiancata sinistra, l’autocarro Fiat Iveco Daily il quale andava a sbattere con il fianco destro su un cassonetto dei rifiuti.

In particolare, lamenta il danneggiato, che in conseguenza dell’incidente subiva lesioni per le quali veniva trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Crotone dove veniva riscontrato l’avvallamento della limitante somatica superiore di L.2 del rachide lombo –sacrale.

Deduce, inoltre, di avere trattenuto a titolo di acconto l’importo di euro 6.100,00 offerto dalla Compagnia assicuratrice.

La causa viene istruita attraverso produzione documentale, prove testimoniali e CTU Medico-Legale e, all’esito della fase istruttoria, il Tribunale ritiene fondata la domanda azionata.

Il Tribunale osserva che anche in relazione all’azione ex art. 141 CdA al danneggiato incombe l’onere della prova sia del verificarsi di un sinistro che della circostanza di essere stato trasportato sul veicolo ed infine del nesso causale tra sinistro e danno.

I testimoni escussi, entrambi trasportati sul medesimo veicolo dove si trovava l’attore, hanno confermato le dinamiche di fatto addotte dallo stesso con particolare riferimento alla circostanza inerente il corretto utilizzo della cintura di sicurezza al momento del sinistro.

Il danno alla salute subito dal terzo trasportato è risarcito dall’assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro entro il massimale minimo di legge, a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il diritto al risarcimento dell’eventuale maggior danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, se il veicolo di quest’ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo.

Ciò posto, non risulta dimostrata la corresponsabilità dell’attore, ed anzi, è invece emerso che lo stesso viaggiava con la cintura di sicurezza regolarmente allacciata a bordo del veicolo assicurato con la Compagnia convenuta.

Pacifico, pertanto, il diritto dell’attore al ristoro del danno alla salute, la CTU ha accertato che a seguito del sinistro il danneggiato ha riportato una invalidità permanente non inferiore al 7% con giorni 30 di ITA, giorni 30 di ITP al 50 ed ulteriori gg 30 di ITP al 25%.

Utilizzando le Tabelle milanesi, il danno biologico risarcibile, tenuto conto dell’età dell’attore all’epoca dei fatti (66 anni), è pari ad euro 7.797,45 per invalidità permanente, euro 1.424,70 per invalidità temporanea totale, euro 712,35 per invalidità temporanea parziale al 50%, euro 356,18 per invalidità temporanea parziale al 25% per un totale di euro 10.290,68.

Per quanto riguarda l’invocato danno morale, il Giudice, ripercorre i principi della giurisprudenza di legittimità che hanno rimarcato come sia indispensabile tenere in considerazione la fenomenologia del danno alla persona, del quale viene posta in evidenza le duplice essenza: da una lato, il danno dinamico -relazionale quale modificazione peggiorativa della vita quotidiana e, dall’altro il profilo interiore del danno, corrispondente al patimento morale in tutti i suoi aspetti, quali dolore, vergogna, rimorso, disistima di sé, malinconia, tristezza.

Sulla scia di tali principi, non viene ritenuto liquidabile all’attore anche il danno morale in quanto non risulta né adeguatamente allegato, né provato.

Inoltre viene precisato che la Compagnia assicuratrice convenuta ha corrisposto ante causa all’attore l’importo di euro 6.100,00, conseguentemente rimane a carico della stessa ilresiduo importo di euro 4.338,63, oltre interessi legali.

Le spese di lite e di CTU seguono le regole della soccombenza e vengono poste a carico della convenuta.

In conclusione, il Tribunale, accoglie la domanda del terzo trasportato e condanna la compagnia d’assicurazione al risarcimento del danno nella complessiva somma di euro 4.338,63, oltre interessi legali dalla sentenza al saldo; condanna altresì la convenuta alla refusione delle spese di giudizio liquidate in euro 2.430,00 per compensi, oltre esborsi e accessori e pone le spese di CTU definitivamente a carico della convenuta.

Avv. Emanuela Foligno

Se sei stato/a vittima di un sinistro stradale e vuoi ottenere, in breve tempo, il risarcimento dei danni fisici subiti o dei danni da morte di un familiare, clicca qui

Leggi anche:

Trauma cranio-facciale da sinistro stradale e personalizzazione del danno

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui