Sono 12 mila gli operatori contagiati dal virus Covid-19. Il presidente della Fondazione Italiani in Salute chiede una nuova norma per tutelare i sanitari

“Ad oggi contiamo già oltre 12.000 operatori contagiati e, solo tra i medici, 100 decessi a causa dell’epidemia di Covid-19. Nel Decreto Cura Italia approvato in Senato, è stato inserito un Fondo di solidarietà con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per medici, infermieri ed operatori socio sanitari vittime del nuovo coronavirus. Ma questo non basta”. E’ quanto sottolinea in una lettera la presidente del Consiglio il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli, che chiede al Governo l’istituzione di un Fondo ad hoc, con risorse extra SSN, per gli indennizzi a favore “di quegli operatori sanitari rimasti sul campo o comunque colpiti dal Covid-19 nello svolgimento del loro lavoro”.

Per il ‘padre’ dell’attuale normativa che regola la responsabilità sanitaria, resta poi la necessità di una norma che tuteli quegli operatori sanitari che stanno mettendo a rischio le loro vite per salvare quelle dei cittadini. Il tutto senza dimenticare le Aziende sanitarie, con l’obiettivo di salvaguardare la futura sostenibilità della sanità pubblica.

“Il Covid 19 – afferma Gelli – ci ha posto di fronte ad un’epidemia del tutto nuova che ha fatto saltare gli schemi della responsabilità professionale dettati dalla legge 24/2017″.

“In questa emergenza – prosegue – non si può infatti tener conto di linee guida o buone pratiche che possano fungere da stabile parametro di valutazione dell’impegno di cura e di una responsabile presa in carico dei pazienti. Quest’emergenza scompagina ogni organizzazione, costringendola ad inseguire urgenze che stentano a consolidarsi in esperienze o in regole. E tra questi contorni mobili la caccia al responsabile rischia di diventare, negli attuali scenari di crisi economica, un esercizio sin troppo facile, di cui proprio non sente il bisogno e che anzi rischia di sfiduciare coloro i quali andrebbero invece sostenuti in questa terribile sfida”.

Secondo l’ex parlamentare del PD serve subito una norma, dunque, che dia un segnale e che sappia trattare questa emergenza come tale, fornendo strumenti idonei a risolvere le straordinarie criticità proprie di una crisi sanitaria mondiale senza precedenti. “Strutture sanitarie e operatori soffrono ed hanno sofferto, e meritano di esser difese insieme, per consentir loro di continuare a garantire, anche per il futuro, la sostenibilità del sistema salute. Allo stesso tempo – conclude – va però affermato con la stessa chiarezza che la responsabilità, quando seria, non potrà essere emendata da nessuno, neppure da una norma. Ma il sostegno sociale che si va cercando non può essere trovato (solo) nella via dei risarcimenti e dei contenziosi, ma soprattutto in quella della solidarietà”.

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