La quantificazione del danno da parte del danneggiato non deve essere fornita nell’esattezza

L’onere di quantificazione della domanda è da ritenere assolto anche con la indicazione dei soli titoli cui si fonda la pretesa: una volta che il convenuto è posto in condizione di formulare immediatamente ed esaurientemente le proprie difese, resta irrilevante la mancanza di un’originaria quantificazione monetaria delle pretese costituenti l’oggetto della domanda del danneggiato.

In tali termini si è espresso il Tribunale di Taranto (sez. III civile, sentenza n. 1315  del 16 maggio 2019), chiarendo che la quantificazione del danno è deduzione utile, non necessaria, quel che conta è l’ubi consistam.

Preliminarmente viene dato atto che la Suprema Corte ha precisato che la corretta quantificazione della domanda assolve al principio della liquidazione delle spese processuali.

La nozione di soccombenza reciproca che accetta la compensazione totale delle spese processuali, sottende non solo ad una pluralità di domande contrapposte, accolta o rigettate, che si sono trovate in un certo processo tra le stesse parti, ovvero all’accoglimento parziale della richiesta, allorché essa sia stata articolata in più capi e accolti uno o più e rigettati gli altri, ma anche ad una parzialità dell’accoglimento anche meramente quantitativo, riguardante una domanda articolata in unico capo (Cass. Civ., sez. I, 24/04/2018, n. 10113; Cass. Civ., sez. VI, 29/08/2017, n. 20526; Cass. Civ., sez. III, 22/02/2016, n. 3438; Cass. Civ., Sez. III 7 ottobre 2015 n. 20127; Cass. Civ., sez. III, 21/10/2009, n. 22381; Cass. Civ., sez. II, 14/05/2009, n. 11193).

Tuttavia, è stato rilevato che il danneggiato ha l’onere di descrivere il danno, non certo di quantificarlo.

Ed infatti, la quantificazione del danno da parte dell’attore è deduzione utile ma non necessaria, ai fini della validità dell’atto di citazione. Quel che unicamente rileva è che sia descritto l’ubi consistam del danno (Cass. Civ., Sezione III, 7 maggio 2015 n. 9249).

Infatti, l’onere di quantificazione della domanda è da ritenere assolto anche con la indicazione dei soli titoli cui si fonda la pretesa: una volta che il convenuto è posto in condizione di formulare immediatamente ed esaurientemente le proprie difese, resta irrilevante la mancanza di un’originaria quantificazione monetaria delle pretese costituenti l’oggetto della domanda, anche in considerazione dei poteri spettanti al giudice in ordine alla individuazione dei criteri in base ai quali effettuare la liquidazione dei crediti fatti valere (Cassazione civile, sez. lav., 14/11/2017, n. 26873).

Nel medesimo solco inciso dalla Cassazione ha osservato il Tribunale di Taranto che non è ragionevole la compensazione delle spese processuali è non potendosi porre a carico della persona danneggiata l’onere di determinare in modo esatto il pregiudizio sopportato.

Avv. Emanuela Foligno

Hai vissuto una situazione simile? Scrivi per una consulenza gratuita a redazione@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Danno non patrimoniale e lesione del diritto di proprietà

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui