Danno differenziale e perdita di chance, quando la CTU è esplorativa?

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Il tema del danno differenziale torna al centro del contenzioso in materia di responsabilità datoriale. La Corte di Cassazione chiarisce i criteri di liquidazione del danno biologico in presenza di copertura INAIL, ribadendo che l’indennizzo assicurativo non è automaticamente satisfattivo e che il datore risponde per la parte eccedente. Dalla CTU è emerso che la patologia ipertensione arteriosa con lieve impegno cardiaco con retinopatia ipertensiva era stata contratta per causa di servizio, ha quantificato il danno biologico nella misura del 25%.

Modalità di calcolo del risarcimento del danno biologico, sulla base delle diversità qualitative e quantitative esistenti tra il diritto all’integrale risarcimento del danno subito dal lavoratore ed il diritto alle prestazioni assicurative INAIL dipendenti dal medesimo infortunio (Corte di Cassazione, IV – Lavoro civile, ordinanza 12 luglio 2025, n. 19190).

I fatti

Il ricorrente, dirigente medico specializzato in chirurgia generale alle dipendenze dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Giovanni di Dio e Ruggì D’Aragona dal 1991, aveva dedotto che dal mese di ottobre 1998 gli era stata diagnosticata una forma di ipertensione arteriosa e che aveva pertanto chiesto di essere adibito ad attività e turni di lavoro meno gravosi

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