L’art. 8 dispone che i criteri valutativi faranno riferimento alla tabella predisposta dal Tribunale di Milano

La Commissione Industria del Senato ha approvato senza modifiche, nel pomeriggio di ieri, l’art. 8 del Ddl Concorrenza relativo al risarcimento del danno non patrimoniale per le vittime di incidenti stradali. Tale articolo va a colmare una lacuna normativa del nostro sistema giuridico stabilendo dei criteri omogenei per il risarcimento del danno non patrimoniale e adottando di fatto il sistema che negli ultimi anni era divenuto una prassi giurisprudenziale consolidata in molti Tribunali.

La norma, infatti, prevede la predisposizione di una specifica tabella, unica su tutto il territorio nazionale, in modo da superare le diversità geografiche e “l’arbitrio” dei giudici. I “princìpi” e “criteri” di tale strumento devono tenere conto dei criteri valutativi del danno non patrimoniale ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità, e quindi faranno riferimento alla tabella predisposta dal Tribunale di Milano.

Le tabelle del tribunale meneghino hanno rappresentato sino ad oggi, in mancanza di una normativa adottata dal parlamento, il punto di riferimento di molti giudici per la determinazione della misura degli indennizzi non patrimoniali, sia per i sinistri stradali che per gli altri incidenti. Un modello riconosciuto anche dalla Corte di Cassazione che più volte ne ha rimarcato l’affidabilità invitando i tribunali a tenerne conto e a non discostarsene se non per obiettive ragioni, da motivare in maniera adeguata, che giustifichino una “personalizzazione” dell’entità del risarcimento.

Il danno non patrimoniale alla persona deve necessariamente essere liquidato in via equitativa non avendo consistenza economica o reddituale. Tuttavia, per ragioni pratiche, il risarcimento del danno non patrimoniale deve essere convertito in termini pecuniari e questa conversione, essendo il risultato di una valutazione equitativa, potrebbe variare da caso a caso, dando luogo ad ingiustizie. Per tale motivo la stessa Corte di Cassazione ha ritenuto che la regola equitativa applicata deve garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, essendo intollerabile e iniquo che danni identici possano essere liquidati in misura diversa solo perché esaminati da differenti uffici giudiziari. Di qui l’indicazione di seguire le tabelle del Tribunale di Milano che nei prossimi mesi, quindi con l’approvazione del Ddl Concorrenza, dovranno essere seguite per legge su tutto il territorio nazionale.

Il testo dell’art.8 del Ddl, tuttavia, lascia un certo margine di discrezionalità al giudice che, previo equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato, avrà la possibilità di aumentare l’ammontare del risarcimento, ma solo entro dei limiti fissati, pari al 30% per le macrolesioni e al 20% per le microlesioni.

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