Un operaio della Regione muore improvvisamente durante il servizio. I familiari chiedono il risarcimento sostenendo che l‘omessa sorveglianza sanitaria e l’omessa valutazione delle patologie preesistenti da parte del datore di lavoro abbiano contribuito al decesso. Il giudice respinge la richiesta, ritenendo assente il nesso causale tra le mansioni svolte e l’evento fatale (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 13 ottobre 2025, n. 27316)
I fatti
I familiari dell’operaio (dipendente della Regione) deceduto chiedono il riconoscimento del comportamento colposo del datore di lavoro, per omessa sorveglianza sanitaria, consistente nell’espletamento delle visite mediche d’idoneità fisica, in particolare prima dell’assunzione, adibendo la vittima a mansioni incompatibili con il suo stato di salute che avevano contribuito a causare la morte.
Il Tribunale rigetta la domanda evidenziando che non…





