Novellato l’articolo 639 del codice penale. In alternativa alle pene previste, possibili attività non retribuite a favore della collettività

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è entrato in vigore il cosiddetto ‘decreto sicurezza’, approvato il 10 febbraio dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento contiene diverse norme per una cooperazione rafforzata tra i prefetti e i Comuni volte a incrementare i servizi di controllo del territorio, anche mediante il rafforzamento del ruolo dei sindaci.
Previste nuove modalità di prevenzione e di contrasto dello spaccio di stupefacenti, dello sfruttamento della prostituzione, del commercio abusivo e dell’illecita occupazione di aree pubbliche. Tra le misure più importanti ci sono anche alcune forme di Daspo, come quello “urbano” per chi viola determinate regole.
Chi sporca edifici e mezzi di trasporto, sia pubblici che privati, rischia di incorrere in una pena fino a sei mesi di reclusione e un’ammenda fino a mille euro. Il decreto, inoltre, introduce un quinto comma all’articolo n. 639 del codice penale, relativo al ‘deturpamento e imbrattamento di cose altrui’, in base al quale “con la sentenza di condanna per i reati di cui al secondo e terzo comma il giudice, ai fini di cui all’articolo 165, primo comma, può disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l’obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute”.
Qualora il condannato non si opponga la previsione può essere sostituita dalla “prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna”.
Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, resta ferma la pena della reclusione da 3 mesi a un anno e della multa da mille a 3mila euro, con l’aggravante (fino a due anni di reclusione e fino a 10mila euro di multa) nei casi di recidiva.

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui