Difetto del requisito sanitario: no all’indennità di accompagnamento

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Confermato il diniego a un cittadino del beneficio richiesto per difetto del requisito sanitario; il ricorrente lamentava la mancata considerazione dell’aggravamento delle sue condizioni

Per infirmare, sotto il profilo della insufficienza argomentativa, la motivazione della sentenza che recepisca le conclusioni di una relazione di consulenza tecnica d’ufficio di cui il giudice dichiari di condividere il merito, è necessario che la parte alleghi di avere rivolto critiche alla consulenza stessa già dinanzi al giudice “a quo”, e ne trascriva, poi, per autosufficienza, almeno i punti salienti onde consentirne la valutazione in termini di decisività e di rilevanza, atteso che, diversamente, una mera disamina dei vari passaggi dell’elaborato peritale, corredata da notazioni critiche, si risolverebbe nella prospettazione di un sindacato di merito inammissibile in sede di legittimità. Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 23621/2021 pronunciandosi sul ricorso di un cittadino che si era visto rigettare, in sede di merito, la domanda volta al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, per difetto del requisito sanitario.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte, il ricorrente lamentava la mancata considerazione dell’aggravamento — a suo dire risultante da documentazione medica versata in atti- delle sue condizioni sanitarie da parte della Corte territoriale.

Gli Ermellini, tuttavia, hanno ritenuto la doglianza inammissibile evidenziando come – premesso che il Giudice di secondo grado aveva ritenuto le doglianze del ricorrente quale mero dissenso diagnostico circa la gravità delle patologie già riscontrate – il ricorrente, nel limitarsi a richiamare i postumi di frattura del femore trattata chirurgicamente, non aveva trascritto nel ricorso, in violazione del principio di autosufficienza, le conclusioni specifiche cui era giunto il consulente e le censure specifiche mosse dal ricorrente alle stesse, né aveva illustrato come la dedotta sopravvenienza incidesse sulle condizioni sanitarie rilevanti ai fini della prestazione richiesta, non consentendo quindi di valutare la fondatezza del motivo.

La redazione giuridica

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