Con l’ordinanza n. 25771/2025, la Terza Sezione Civile chiarisce il confine tra perdita di chance e danno da morte: se la probabilità di sopravvivenza è superiore al 50%, il danno è pieno e non può essere ridotto a una mera “possibilità”.
La Suprema Corte di Cassazione è tornata a occuparsi di uno dei temi più complessi della responsabilità sanitaria: la distinzione tra perdita di chance di sopravvivenza e danno da perdita anticipata della vita. Gli Ermellini hanno cassato una sentenza della Corte d’Appello di Ancona che aveva negato il risarcimento agli eredi di un paziente vittima di una diagnosi tardiva (Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, n. 25771 del 17 settembre 2025).
Il caso: la biopsia “dimenticata”
La vicenda nasce dall’omessa comunicazione del referto di una biopsia che aveva evidenziato un tumore maligno. A causa di questo errore burocratico-sanitario, il paziente scoprì la malattia solo…





