Depennati dall’albo circa 3500 professionisti non in regola con i crediti dell’aggiornamento continuo. Da autunno controlli su tutte le categorie di camici bianchi
Prima della primavera 2015 erano circa 10mila i medici competenti censiti in Italia. Dopo il 31 marzo dello scorso anno, termine ultimo per far pervenire al Ministero della Salute la comunicazione relativa ai crediti ECM acquisiti nel triennio 2011-2013, i camici bianchi che rischiavano il depennamento dagli elenchi di questa speciale categoria erano circa 5mila.
La scadenza che, tenendo conto delle difficoltà formative della categoria, era già stata prorogata di un anno per dare ai professionisti la possibilità di mettersi in regola, venne ulteriormente procrastinata in seguito alla mobilitazione delle associazioni di categoria.
Il Decreto Ministeriale 26 novembre 2015 stabiliva che, tenendo conto delle difficoltà a vario titolo incontrate dagli iscritti nel completare l’iter formativo prescritto, veniva prorogato al 30 giugno 2016 il termine, per i medici competenti, per conseguire i crediti formativi mancanti alla data del 31 dicembre 2014 nella misura massima del cinquanta per cento.
Al 30 giugno risulta che circa 1500 medici competenti sono riusciti a rimettersi in regola mentre i restanti 3500, sono definitivamente stati cancellati. Per i circa 6500 medici competenti che continuano a figurare nell’albo professionale, tuttavia, è scattato l’accertamento d’ufficio. Il Ministero della Salute, attraverso una comunicazione scritta, ha infatti chiesto ai singoli Ordini provinciali di “accertare l’effettivo possesso dei titoli e dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, con particolare riferimento al comma 3 dell’art.38 (assolvimento all’obbligo formativo ECM)”.
Spetta quindi ora agli Ordini accertare quanti sono effettivamente in regola e potranno proseguire la professione e quanti, invece, andranno ad aggiungersi alla lista dei depennati. Inoltre, con l’arrivo dell’autunno l’attenzione del dicastero di Lungotevere Ripa si inizierà a concentrare anche su tutti gli altri medici italiani alle prese con un analogo obbligo di aggiornamento ECM in scadenza al 31 dicembre 2016.
“Il Ministero della Salute ha scelto il pugno di ferro per i medici competenti – ha commentato il pool di avvocato Consulcesi -. Una decisione che tutela tutti quei professionisti che assolvono l’obbligo formativo ECM, sottraendo tempo a famiglia e professione per i quali auspichiamo anche l’attuazione di un sistema premiale. Un concetto, quello della meritocrazia, che auspichiamo venga adottato per tutti i camici bianchi di ogni categoria, ma solo garantendo ad ognuno la possibilità di avere a disposizione gli strumenti giusti per l’aggiornamento continuo”.




