Per l’Associazione dei medici e dirigenti del Ssn l’emergenza è destinata ad aggravarsi nei mesi estivi con le ferie del personale

Ad oggi si contano almeno 8000 medici in meno rispetto al fabbisogno, di cui 2000 nei Pronto soccorso. A lanciare il nuovo allarme è l’Anaao Assomed che rimarca un’emergenza presente da tempo ma che si aggraverà d’estate con le ferie del personale. A pesare su tali numeri, secondo l’Associazione dei medici e dirigenti del Ssn sarebbe il blocco del turn-over, fermo dal 2009.

La sofferenza, sottolinea il segretario dell’Anaao Carlo Palermo, “è maggiore negli ospedali del Centro-Sud”. Nello specifico, in Molise, Sicilia, Calabria, Lazio e Campania, i nosocomi registrerebbero il 30% in meno della dotazione organica rispetto al 2009.

E con le prossime ferie estive del personale medico-sanitario si avrà un “ulteriore aggravio al quale si sta cercando in alcuni casi di sopperire ricorrendo, ad esempio – rileva Palermo – ai neo-laureati, ai medici pensionati o stranieri”. 

In Molise, per far fronte alla carenza di personale sanitario si sta esaminando la possibilità di inviare medici militari.

Lo conferma il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, aggiungendo che, tuttavia,  al momento “non abbiamo ancora trovato una soluzione, stiamo continuando a cercarla”.

Secondo un recente rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, sono proprio Molise e Lazio le regioni che più stanno soffrendo la carenza di medici. Nel 2016 infatti ne avevano in media poco più di uno (1,3) ogni mille abitanti a fronte di una media nazionale che si attesta a 1,7. Sul versante opposto della classifica si attestano Valle d’Aosta e Sardegna, con 2,6 medici ogni mille abitanti, seguite da Liguria (2,3), Umbria e Toscana (2,2).

Molise e Lazio, finora, sono anche le regioni che hanno sperimentato la diminuzione più marcata di medici dal 2013 a 2016, ovvero rispettivamente -16,3% e -13,3%.

“La dinamica della spesa sanitaria, a livello nazionale – spiega Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio – nel corso degli ultimi 15 anni è stata caratterizzata da un evidente rallentamento della crescita, ottenuto attraverso una forte contrazione del personale dipendente, tanto che negli ultimi anni, in alcune Regioni su 100 pensionati ci sono state solo 25 nuove assunzioni”. 

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