Endometriosi, in Friuli un incontro su informazione e prevenzione

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La patologia dell’ endometriosi colpisce oltre 3 milioni di donne in tutta Italia

Un incontro dal titolo “Endometriosi, Patologia del III Millennio. Salute da difendere” organizzato dall’associazione Endometriosi Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Pro Loco di Aquileia, ha riunito medici e pazienti per parlare di questa diffusissima patologia. A moderare l’incontro, che ha visto il patrocinio del Comune e del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, è stata la giornalista Annalisa Anastasi.
Un’occasione per confrontarsi ma anche per raccontare le proprie storie. Come quella di Michela, 31 anni e da molto tempo affetta da endometriosi. “La mia storia inizia quando avevo 13 anni con i primi dolori durante il ciclo mestruale e, all’inizio, è uguale a quella di tutte: anni di dolori senza essere comprese e credute (sentirsi dire, ad esempio: “È tutto nella tua testa, non hai niente oppure “Non sai sopportare il dolore, non fare la bambina. Sii donna”), innumerevoli corse in ospedale ed essere dimesse con una diagnosi errata, sentirsi diverse dalle amiche, rinunciare alla vita di una normale adolescente, imbottirsi di antidolorifici, ritardo nella diagnosi e molto altro”.
Storie di dolori e diagnosi tardive, come nel caso di Sonia Manente, presidente dell’associazione Endometriosi Friuli Venezia Giulia, cui la malattia è stata diagnosticata solo a 33 anni, dopo che dai 13 conviveva con un dolore diffuso in tutto il corpo e un senso di stanchezza costante. Una lotta contro la sofferenza fisica che l’ha portata – dopo 18 anni trascorsi sul territorio per fare ascoltare la richieste di aiuto di queste donne – a far approvare la prima legge regionale in materia in Friuli Venezia Giulia. E che ha condotto la presidente di Endometriosi Friuli Venezia Giulia a seguire altre regioni in questo iter progettuale, ovvero Puglia, Molise e, in parte, la Sardegna.
“Durante la serata – ha spiegato Manente – ho ricevuto un’importante comunicazione dal direttore centrale della Direzione centrale salute, integrazione socio – sanitaria, politiche sociali e famiglia, Adriano Marcolongo, in merito all’iter di richiesta dei LEA (livelli essenziali di assistenza, ndr)”. Che ha poi aggiunto: “La presenza numerosa e il coinvolgimento del pubblico in sala dimostra quanto l’associazionismo sia importante per sensibilizzare opinione pubblica e medici. Risulta fondamentale, infatti, una diagnosi precoce per evitare danni peggiori a donne che hanno molto sofferto”.
Una considerazione importante se si tiene conto del fatto che l’endometriosi è una patologia fortemente invalidante per chi ne è affetto, poiché intacca organi vitali e impedisce di condurre una vita normale.
“È per questo – ha concluso Manente – che da anni mi batto e promuovo corsi di formazione, con i massimi esperti in materia, come l’ultimo dell’11 marzo scorso a Udine. Il mio obiettivo è che le donne trovino nell’associazione un punto di riferimento perché nessuna deve sentirsi abbandonata o patire ciò che ho sofferto io e tante altre come me”.
All’incontro hanno partecipato anche Giuseppe Ricci, professore associato in Ginecologia e Ostetricia all’Università di Trieste e il dottor Stefano Facchin, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Latisana e Palmanova, con una relazione sul tema endometriosi e possibile diagnosi, nonché il dott. Federico Romano, esperto in chirurgia ginecologica il quale, nel suo intervento dal titolo “Quando la chirurgia robotica in endometriosi”, si è dedicato allo sviluppo della chirurgia minimamente invasiva con approccio laparoscopico. Infine, hanno partecipato alla serata anche l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Roberta Ventura, Nadia Cossar della locale Pro Loco e i consiglieri regionali Giuseppe Sibau di Autonomia Responsabile e Roberto Novelli di Forza Italia con il proposito di sostenere nelle sedi opportune le richieste delle malate di endometriosi.
 
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