La volta scorsa abbiamo parlato dell’Ex Sin di Crotone e dell’aumento di malattie (soprattutto tumori e leucemie) sorte nelle zone limitrofe la fabbrica. Dopo l’appello di Davide Mellace, la redazione di Responsabile Civile ha interpellato sulla questione il dott. Valerio Gennaro del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Genova oltre che  ricercatore dell’IST (Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro). Ecco cosa ci ha detto.


Esistono degli studi specifici sull’area di Crotone?

Sì. Il riferimento che abbiamo è lo studio Sentieri (lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, ndr. )con dati risalenti al 2001 –  con un aggiornamento del 2014. Va detto che lo studio in questione mostra le sedi di interesse nazionale da bonificare che non sono nulla rispetto a quelle che realmente andrebbero bonificate.  In questo studio del 2002, Crotone è stata inserita insieme a Cassano e Cerchiara. Dopo, l’istituto Sentieri, per una decisione alquanto discutibile secondo me, ha ridotto il numero di siti da studiare perché ha basato lo studio lì dove era presente un registro tumori. Crotone, Cassano e Cerchiara non hanno un registro tumori, quindi, i dati,di fatto, sono del 2001. Per giunta, non è metodologicamente corretto accostare i dati di queste tre aree in quanto non sono tutte confinanti tra loro. In ogni modo, dallo studio emerge che c’è un eccesso complessivo di mortalità ma non per tumore –    Questo conferma quello che dico da anni, cioè, che quando si guarda solo ai tumori si prendono delle cantonate colossali perché si sottostima il numero delle vittime  -. Nelle donne ci si aspettava, ad occhio e croce, 380 morti per cancro. Il numero delle vittime è pressoché rimasto invariato. Quindi se andiamo a vedere le morti per cancro non vi è alcuna emergenza. Se invece andiamo ad osservare il numero totale delle patologie anche quelle non oncologiche che sono 5/6 volte di più (parliamo di 2000 morti circa)e parliamo di un periodo lungo dal ’95 al 2002 si passa da 380 morti per cancro a 2000 morti in totale. L’eccesso va dal 2 al 9% in più, il tutto si traduce in un 5% in più di morti l’anno, che è tanto dal punto di vista sanitario. Vuol dire che proprio il fatto di essere SIN ha causato questo eccesso. Abbiamo un centinaio di decessi in più che vanno in quel lasso di tempo e questo eccesso è dovuto ragionevolmente al fatto di essere stati esposti ai SIN.

In una recente intervista all’On. Mannino (M5S) abbiamo parlato della questione sorta intorno all’Italcementi di Isola delle Femmine, in Sicilia. Secondo la deputata, quell’area andrebbe monitorata sotto il profilo ambientale. L’intento è quello di partire da un registro tumori che di fatto manca. Lei cosa ne pensa?

Registro tumori e malattie nell’aria non sono collegabili. I tumori sono soltanto una frazione delle malattie complessive legate a morti e malati di quella tale popolazione. Sono una frazione minima. Avere un registro tumori non serve a niente, anzi, peggiora la situazione in certi casi. Con questo strumento si punta solo l’attenzione sul cancro. I tumori spesso risultano nella norma anche se sono tanti. Basterebbe analizzare i dati presenti all’interno dei comuni e confrontarli con quelli delle morti a livello regionali.

Si possono confrontare per esempio il numero delle morti attesi con il numero delle morti attuali nella regione. In questo modo possiamo sapere se un comune ha avuto più o meno morti rispetto al previsto.

Quindi conferma che è sbagliata la metodologia di studio

Assolutamente sì. Dipende da chi lo dice, se è un giovane animato da intenti politici, che vuole un registro tumori, oppure se è una persona che ha responsabilità in termini di salute pubblica. In entrambi i casi significa far sparire una fetta del problema. Discutere solo di tumori significa parlare di un quinto dei morti complessivi. La cosa importante è quindi non farsi depistare da chi vuole un registro tumori. Certo, se c’è, è meglio ma non deve essere un limite per la ricerca. Bisogna quindi andare oltre questi schemi. I dati ci sono già e vengono utilizzati per scopi statistici, amministrativi, burocratici. Lo studio sentieri era partito col piede giusto perché aveva misurato bene lo scarto tra morti osservate e morti attese complessivamente nei tre siti di Crotone, Cerchiara e Cassano guardando addirittura  al fattore socio – economico.

Scarica lo Studio SENTIERI

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