FIMMG: ci sia impegno per riforma dell’offerta della medicina generale

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Il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (FIMMG) augura buon lavoro al nuovo esecutivo evidenziando le priorità da affrontare per quanto concerne i medici di famiglia

“La FIMMG non farà mancare a questo governo la propria collaborazione e il proprio contributo, anche critico, se necessario, ma sempre in continuità con il lavoro e le conseguenti proposte di soluzione fin qui svolte nel rapporto con i Ministeri e poste sui tavoli delle parti politiche ma anche di quelle dei funzionari dei ministeri, ritenendole perciò immediatamente fruibili per una ripartenza della discussione”. Così il segretario della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Silvestro Scotti nell’augurare buon lavoro al nuovo Governo Conte e, in particolare, al ministro della Salute Roberto Speranza, al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e al Ministro per il Lavoro Nunzia Catalfo .

“Ci uniamo al coro di tutti gli attori della sanità – prosegue – condividendo e sostenendo la necessità di un rilancio di un Servizio Sanitario pubblico, ma non è nostra consuetudine definire un semplicistico augurio di buon lavoro senza scendere immediatamente nei temi. Siamo in un momento in cui vanno operate delle scelte immediate su provvedimenti da considerare utili a risolvere vere e proprie emergenze nazionali partendo dal completamento del lavoro che si stava svolgendo su temi non più rimandabili”.

Il riferimento è alle norme di tutela alle aggressioni ai medici e a tutto il personale della sanità, nonché alla riforma della formazione post laurea in medicina come soluzione alla carenza di medici, in particolare di famiglia e delle aree di emergenza urgenza.

“A tal proposito – sottolinea Scotti – urge ricordare che per il 2019 non sono ancora stati pubblicati i bandi per il Corso di formazione in Medicina Generale e, se senza soldi non si cantano messe, senza medici formati per la medicina generale non si suonerà più la musica di un Servizio Sanitario Nazionale: lo diciamo forti delle testimonianza che nelle piazze ci stanno dando cittadini anziani costretti a chilometri di percorrenza per raggiungere lo studio del nuovo medico dopo il pensionamento del proprio. Serve inoltre – ed è uno dei temi del nostro Tour di questi giorni #adessobasta che continueremo a svolgere fino alla discussione della prossima legge di bilancio – che questo Governo valuti l’inserimento in tale legge di provvedimenti di investimento specifico sulla medicina generale che prevedano impegni nei capitoli di spesa su occupazione e innovazione tecnologica per un forte sostegno a favorire l’assunzione di personale e l’acquisizione di strumentazione tecnologica (diagnostica, telemedicina, ICT) da parte dei medici di famiglia, investimenti che siano esterni al FSN2″.

La FIMMG sottolinea poi come il medico di famiglia, presente anche in tutte le località le più disperse, rischi di non essere più in grado di svolgere una moderna funzione di cure primarie che si sviluppi  a partire da quella sempre più solida di orientamento e di ascolto della popolazione che gli si  rivolge per libera scelta e con fiducia: “dobbiamo essere messi in grado di svolgere al meglio la nostra attività come  punto di riferimento di un Servizio sanitario di prossimità ad accesso diretto e gratuito”.

“Continueremo a  riaffermare il nostro ruolo di medici della persona –aggiunge il segretario nazionale della Federazione – ma i cambiamenti demografici ed epidemiologici ormai impongono di focalizzare l’interesse dei decisori su quella che è la nostra struttura di riferimento, lo studio medico in cui operiamo, il nostro studio, di cui siamo gestori configurandoci come impresa ‘privata’ a forte connotazione sociale e il finanziamento derivante dall’Accordo Collettivo Nazionale, il nostro contratto di lavoro non è più sufficiente per coprire gli aumenti degli impegni professionali e la giusta necessità di investimento su noi stessi per adeguarci alle sfide compresa quella della intelligenza artificiale”. Al riguardo l’ACN in fase di discussione “dovrà dare un primo segnale positivo nella direzione di un recupero fiduciario da parte delle Regioni nei confronti della nostra categoria”.

“Apparirebbe strano e non comprensibile – conclude Scotti – e sinceramente ci aspettiamo le stesse aperture dall’attuale governo e dai rispettivi Ministeri, che non ci fosse la stessa attenzione a quello che rimane il soggetto della sanità più gradito dai cittadini italiani come le piazze in questi giorni ci stanno dimostrando”.

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