Esami medici gratis a parenti e amici: condannati 37 sanitari che dovranno risarcire 96 mila euro
I fatti contestati risalgono agli anni tra il 2008 e il 2011: già nell’estate del 2016 la Corte dei Conti della Liguria aveva chiesto un risarcimento di 390 mila euro a 37 dipendenti del laboratorio di analisi dell’ospedale san Martino di Genova, perché imputati di aver effettuato esami medici gratis a parenti e amici, senza fargli pagare il ticket. Per la procura contabile, il danno alle casse della struttura sanitaria sarebbe appunto di oltre 390 mila euro. Tutto questo avveniva sotto lo sguardo vigile del direttore del laboratorio di analisi, Michele Mussap, che al posto di denunciare i fatti alle autorità competenti, lasciava passare in sordina gli esami medici gratis e, anzi, ne usufruiva lui stesso.
Tutto questo è stato possibile grazie al sistema informatico “Labin2”, che permetteva in modo totalmente illecito e ingiustificato di bypassare la rendicontazione dell’attività svolta e i relativi costi dell’amministrazione sanitaria.
L’indagine aperta dai Nas sull’illecita esecuzione degli esami medici gratis era stata avviata in diverse strutture ospedaliere, tra cui anche il san Martino e riguardavano diverse piste, tra cui anche il sistema informatico “Labin2”. Dopo un anno, le indagine penali si sono finalmente concluse e i giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno sancito la condanna: hanno condannato il direttore del centro di analisi, Michele Mussap, a risarcire da solo quasi 48 mila euro, mentre agli altri 36 indagati è stato chiesto di risarcire a vario titolo il 50% del totale, che ammonta a 96 mila euro, a differenza dei 390 mila euro imputati prima.
Per i giudici però le responsabilità maggiori ricadono proprio sul direttore perché in nessun modo ha impedito che questa pratica illecita fosse fermata, “tenendo una condotta coscientemente contraria alla legge”, affermano i giudici.
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