Ormai sono sempre di più le aziende che promuovono attività di massaggio in ambito lavorativo. Una mini seduta di massaggio alla propria scrivania per la durata di 15 minuti. Solitamente ad eseguire tale operazione dovrebbe essere personale specializzato. Almeno questo quanto si legge in articoli di blog o su riviste on line. Parlano bene tutti di questa tecnica ma poi nessuno ti dice quanto farne e ogni quanto farlo.
Come sempre cerchiamo di fare ordine. Oggi noi fisioterapisti sappiamo che il massaggio agisce sui recettori superficiali della nostra pelle. Questi recettori inviano informazioni al cervello e quest’ultimo attiva tutta una serie di processi veicolanti il rilassamento muscolare. Questo dimostra come il massaggio infatti interagisce anche sulla produzione ormonale (recentemente ho scritto un articolo in merito a questo argomento dove si parla di agopressione e nuovi studi endocrinologici).
Quindi il massaggio funziona non tanto perché si massaggiano i muscoli, cosa che si credeva vera fino a 30 anni fa, ma bensì perché le mani dell’operatore “toccando” la pelle dell’utente mettono in moto una serie ben specifica di azioni e reazioni fisiologiche. Fare massaggi da vestiti quindi forse lascia il tempo che trova dal punto di vista fisiologico. Quindi non posso dire in assoluto che questa “tecnica” non funzioni, ma lo posso paragonare al mangiare delle prelibatezze con il raffreddore: ci si nutre, ma non si assapora!
Quindi il massaggio in ufficio funziona ma è nulla se paragonato ad una vera dose di massoterapia! Voi direte: beh meglio di niente! E fin qui potrebbe essere vero, ma vorrei spostare l’attenzione al fatto che il massaggio è sempre e comunque il trattamento di una sintomatologia e non il correttivo di una condizione sfavorevole.
Quello che sarebbe davvero auspicabile facessero le aziende italiane, non è tanto promettere ai dipendenti un “massaggetto” di 15 minuti alla settimana presso la propria postazione per ridurre il carico di stress. Piuttosto sarebbe davvero molto interessante che le aziende si dotassero di piccole palestre gestite da un professionista, dove i dipendenti per 2 volte alla settimana e per 45/60 minuti ogni volta, si recassero a svolgere una sana attività fisica.
Tale servizio ai dipendenti contrasta lo stress, irrobustisce il senso di appartenenza all’azienda, previene l’assenteismo per malattia, migliora le condizioni fisiche degli utenti, diviene un centro di costo per abbattere l’imponibile aziendale, funge da attività per enpowerment ecc.
Insomma come al solito sono qui sempre a dire le stesse cose: prevenire i malanni da lavoro è sicuramente più funzionale che garantire una mini seduta di trattamento ai propri dipendenti.
Ultima cosa, come fisioterapista riconosciuto dal SSN io NON posso eseguire massaggi se non in uno studio e/o locale dedicato dove poter preservare la privacy degli utenti, poiché i massaggi per essere efficaci devono essere condotti a diretto contatto con la cute. E se un fisioterapista ha l’obbligo di agire in tal senso, chi è quel “professionista” che eroga massaggi negli open space? Forse un fisioterapista che non segue le regole, o forse un NON fisioterapista… chissà.
Buona riflessione!
Vi ricordo che potete contattarmi via mail e che potete richiedermi consulenze al fine di attivare servizi di wellness presso la Vs struttura.

Dr Paolo Scannavini
pscannavini@gmail.com
Fisioterapista e Kinesiologo
Responsabile Fisioterapia Fisiopalestra MeRiBen
Mysa trainer
PNL Pratictioner
Consulente Wellness per Aziende

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