Il nuovo applicativo velocizza e rende più semplici per i medici le procedure di produzione e invio dei documenti per la denuncia di un infortunio. La convenzione con Inail lascia ancora aperte alcune questioni
Il nuovo applicativo Inail per spedire online i certificati sugli infortuni è pronto. Più veloce e semplice da usare, il nuovo gestionale consentirà ai medici di pronto soccorso, di famiglia, continuità assistenziale e competenti di inviare i primi certificati d’infortunio utilizzando le stesse credenziali di accesso già in uso per spedire i certificati di malattia all’Inps, quelle riportate nella carta nazionale dei servizi o lo Spid, il sistema per accedere ai servizi online della PA.
Con il nuovo gestionale Inail sarà possibile recuperare in tempo reale il modello per il certificato, compilarlo e inviarlo in modo semplice: ricevuto il documento l’Inail procede d’ufficio al pagamento di 24 euro, come previsto dalla convenzione.
Il nuovo applicativo prevede due percorsi per scaricare il modulo online, compilarlo e spedirlo e consente di velocizzare le procedure. Adesso è il medico e non più il datore di lavoro a inviare il certificato per la denuncia di un infortunio.
Il medico consegna la copia del certificato direttamente al lavoratore, che comunica al datore di lavoro, entro due giorni, identificativo e data di emissione del certificato, oltre alla durata della prognosi: l’indennità Inps scatta nel momento in cui i dati del certificato vengono abbinati a quelli della denuncia.
Sono separate le procedure per l’autenticazione per medici singoli competenti e del territorio da una parte, strutture ospedaliere dall’altra, con il responsabile del Pronto soccorso che dovrà abilitare gli altri medici e comunicare i dati relativi alla struttura.
Il nuovo applicativo, d’altra parte, lascia ancora aperte alcune questioni, a partire dall’aspetto cruciale del “valore” attribuito alla convenzione con l’Inail. In sintesi, il medico è libero o no di aderire?
Inoltre, i medici ricordano bene quanto accaduto la primavera scorsa, quando ripetuti black-out bloccarono il sistema di accoglienza Inail. Ora, anche a seguito dell’incontro dello scorso giugno fra i rappresentanti sindacali e il direttore centrale dell’Inail Agatino Cariola, è stato ammesso, nel caso di malfunzionamento della rete, l’invio del certificato via fax o con la Pec, ma non è ancora chiaro se il documento inviato dal medico accreditato nel sistema sia sempre da considerare libero professionale.
I sindacati, al proposito, chiedono che sia sviluppata un’app o un altro sistema per consentire ai medici di esplicitare la scelta fra un certificato prodotto in libera professione o in regime convenzionale.



