Protesta degli infermieri contro i corsi per Oss: porterebbero gli ospedali a prediligere gli operatori sociosanitari perché costano meno

Gli infermieri contro i corsi per Oss hanno manifestato il loro disappunto tramite la AADI, l’Associazione avvocatura di diritto infermieristico, inviando una lettere all’Agenas.
Secondo loro, istruire gli Oss alle tecniche infermieristiche li esporrebbe a un maggior sfruttamento. Non solo, ma anche a spendere le competenze acquisite a vantaggio delle strutture sanitarie pronte ad utilizzarli a costi minori rispetto agli infermieri.
Il caso degli infermieri contro i corsi per Oss è nato dalla scelta del sindacato Nursind. Questo, ha deciso di istruire gli Oss a posizionare PICC (catetere centrale ad inserimento periferico Ecoguidato) ed altri accessi vascolari. Inoltre, grazie a un provider Ecm, potranno anche broncoaspirare.
“Così agli infermieri – commenta AADI – non resterà che cambiare i pannoloni”.

Insomma, trasferire determinate competenze agli operatori sociosanitari potrebbe portare a un demansionamento degli infermieri.

Senza contare che ospedali e cliniche, a fronte di costi minori, saranno sempre meno propensi ad assumere personale infermieristico.
L’AADI, i cui dirigenti sono accreditati come relatori per i corsi Ecm rivolti al personale infermieristico, sottolinea “che in tutti i nostri numerosissimi corsi non abbiamo mai incluso il personale ausiliario tra i destinatari delle mansioni infermieristiche e ciò in considerazione dapprima del dovere di legalità, onde non confondere i ruoli dei rispettivi attori impegnati nell’assistenza in rispetto del criterio multiprofessionale quale sistema fondamentale per elevare la qualità delle prestazioni; ma soprattutto per non creare false speranze nel personale Oss il quale, in molti contesti, inasprisce il contenzioso con il personale infermieristico in una lotta quotidiana alla conquista della migliore professionalità e alle più elevate competenze”.
Gli infermieri contro i corsi per Oss denunciano il fatto che spesso questi ultimi sono utilizzati in sostituzione degli infermieri.

Non è infatti infrequente, entrando in una casa di cura specialmente di notte, trovare Oss impegnati a somministrare farmaci endovenosi, cateterizzare pazienti e molto altro.

“Questa Associazione – si legge nella lettera all’Agenas – non comprende la finalità di indirizzare la preparazione teorica e tecnica di specifiche attività infermieristiche a personale estraneo”.
Secondo la AADI, “sarebbe come impegnare gli infermieri in un corso di dermatologia diagnostica, rilasciandogli al termine del corso l’attestato di partecipazione che ne convalida la preparazione tecnico-scientifica”.
E, si domanda ancora l’associazione, “a quale scopo se lo svolgimento di tale attività comporterebbe il reato di esercizio abusivo della professione medica?”.
Ne consegue che, non essendo quindi legalmente possibile che gli Oss svolgano questo tipo di attività, occorre prendere provvedimenti.
In tal senso, AADI sottolinea che “non si dovrebbe insegnare al personale non abilitato dallo Stato a svolgere attività che costituiscono reato”. Questo in quanto “si esporrebbero tali persone a praticarlo, magari anche fornendogli l’attenuante della preparazione tecnica”.
In quel caso, conclude AADI, “basterebbe esibire al magistrato l’attestato di partecipazione per non essere puniti sulla base dell’errore giustificabile previsto dall’art. 59, co. 4 C.P.”.
AADI chiede quindi che Agenas vigili per garantire il rispetto della legge e non ignori “questioni così gravi”.

L’associazione, intanto, ammette che gli Oss possano essere uditori ai corsi, anche se –sottolinea – questo non viene certo concesso agli infermieri per alcuni particolari corsi medici.

“Siamo alle solite – sottolinea AADI – quello che vale per i medici non vale per gli infermieri: la nostra professione può essere tranquillamente vandalizzata da chiunque, tanto la può svolgere chiunque e non è importante come quella medica”.
La lettera all’Agenas si conclude chiedendo un immediato intervento a tutela della legalità, professionalità e onorabilità degli infermieri.
 
 
 
 
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