Secondo gli esperti i rischi di complicanze legate all’influenza non sono da sottovalutare, soprattutto tra gli ultrasessantacinquenni. Ma la percentuale di copertura vaccinale è ancora troppo bassa

L’influenza è la prima causa di morte per infezione e ogni anno colpisce quasi 8,2 milioni di italiani. I rischi di complicanze  non sono da sottovalutare, soprattutto per gli over 65. Non a caso, nella stagione passata i decessi collegati sarebbero circa 5 o 6 mila.

“E’ fondamentale dunque vaccinarsi, a partire dal 15 ottobre quando partirà la nuova campagna vaccinale”. Lo hanno ricordato gli esperti riuniti nei giorni scorsi a Roma per la presentazione della campagna di comunicazione sociale #UnaSceltaVincente realizzata da Italia Longeva, la rete del ministero della Salute sull’invecchiamento e la longevità attiva.

Secondo i dati raccolti dal ministero della Salute, nell’ultima stagione antinfluenzale si è vaccinato il 53% degli over 65, con una grande variabilità delle coperture tra le diverse regioni.

“La percentuale di copertura vaccinale – ha spiegato Claudio D’Amario, direttore generale Prevenzione sanitaria del ministero – è ancora troppo bassa rispetto all’obiettivo minimo che abbiamo dato alle Regioni, del 75% per gli ultra 65enni. L’Organizzazione mondiale della sanità addirittura raccomanda la copertura al 90%”.

Ma la copertura “è anche molto bassa per la fascia adulta e giovanile – ha aggiunto D’Amario – che presenta comunque possibilità di complicanze e disagi legati all’assenteismo sul luogo di lavoro”.

“Non si deve fare l’errore di sottovalutare l’influenza”, ha rimarcato Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del Calendario per la vita. “I rischi di complicazioni sono elevati, in particolare negli anziani per i quali aumenta del 6% il rischio di ictus durante i picchi di epidemia. Aumentano inoltre i rischi, che già crescono con l’età, di polmonite e di attacchi cardiaci. Vaccinarsi, quindi – ha concluso – è di fondamentale importanza”.

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