Il lavoratore è affetto da spondilodiscoartrosi lombare con ernia discale L5-S1 nella misura del 5% come danno biologico e da ipoacusia neurosensoriale bilaterale nella misura del 13% come danno biologico (Tribunale di Cassino, sez. Lavoro, Sentenza n. 920/2021 del 20/11/2021 RG n. 410/2020)

Il lavoratore deduce di avere svolto dal 1974 l’attività lavorativa di ufficiale e direttore di macchina sulle navi e che l’Inail gli riconosceva la malattia della ipoacusia, con danno biologico valutato, all’esito della visita di revisione del 2013, nella misura del 8%.

In data 10.11.2017 si sottoponeva ad esame audiometrico presso il presidio ospedaliero degli Incurabili di Napoli, all’esito del quale lo specialista valutava il danno biologico derivante dalla ipoacusia nella misura del 25%.

Chiedeva, quindi, l’aggravamento della malattia professionale, ma l’Inail confermava la misura dei postumi dell’8%.

Con distinto ricorso, successivamente riunito, il lavoratore ha chiesto di accertare e dichiarare il suo diritto al riconoscimento della malattia professionale della spondilodiscoartrosi nella misura del 20%.

L’Istituto convenuto ha eccepito, in particolare, di avere valutato i postumi invalidanti delle due malattie professionali denunciate (ipoacusia e spondilodiscoartrosi) in applicazione di corretti criteri medico-legali.

Il Tribunale dà per pacifica l’eziologia lavorativa, vale a dire la derivazione causale delle due patologie dall’attività pluridecennale svolta dal ricorrente come ufficiale e direttore di macchina sulle navi, atteso che l’Inail ha riconosciuto la natura di malattia professionale per entrambe, ma valutando l’entità del danno biologico in una misura (8% per la ipoacusia e 6% per la spondilodiscoartrosi) contestata dal ricorrente.

Il CTU ha concluso: “Sulla base di quanto sopra esposto posso così rispondere al quesito posto dal Signor Giudice. 1) risulta che il lavoratore sia affetto da spondilodiscoartrosi lombare con ernia discale L5 -S1 per la qual e è proponibile una valutazione del 5% come danno biologico con decorrenza dalla data di presentazione della domanda amministrativa 2014; 2) risulta che il lavoratore sia affetto da ipoacusia neurosensoriale bilaterale per la quale è proponibile una valutazione del 13% come danno biologico con decorrenza dal mese di novembre 2017; 3) nel complesso è proponibile una valutazione nell’ordine del 16% come danno biologico con decorrenza dal mese di novembre 2017”.

Il CTU ha replicato persuasivamente alle osservazioni critiche del CTP del ricorrente in merito alla valutazione del danno biologico da ipoacusia, evidenziando che “il carattere simmetrico della ipoacusia si evince chiaramente dalla perfetta sovrapponibilità delle curve dell’immagine estrapolata dall’esame audiometrico; che la frequenza a 3000 Hz, pur non esplicitata con apposita etichetta nel grafico, risulta misurata; che l’esame audiometrico del 2018 non è rilevante in quanto l’ipoacusia da rumore ha un periodo di indennizzabilità massima di quattro anni dalla cessazione dal lavoro, avvenuta nella specie nel 2013.”

Entro tali limiti, pertanto, il ricorso viene accolto e le spese di lite vengono ocmpensate nella misura di 1/3 in considerazione dell’accertamento di un grado di danno biologico complessivo inferiore a quello chiesto in ricorso.

I restanti due terzi, e le spese di CTU vengono posti a carico dell’Inail.

Avv. Emanuela Foligno

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