E’ verosimile che il motociclista abbia visto con un certo anticipo l’automobile che invadeva la corsia, altrimenti l’impatto con la vettura sarebbe avvenuto con la parte anteriore del veicolo e non con quella posteriore (Corte d’Appello di Reggio Calabria, Sentenza N. 645/2021 del 16-11-2021)

Nella decisione a commento la Corte di merito così si è espressa: “In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, nel caso di scontro tra veicoli, ove il giudice abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell’altro dall’articolo 2054, comma secondo, Cc, ma è tenuto a verificare in concreto se quest’ultimo abbia o no tenuto una condotta di guida corretta, e, laddove l’esame delle prove consenta di individuare il comportamento colposo di uno solo dei due conducenti, per attribuirgli la causa determinante ed esclusiva del sinistro deve parimenti accertarsi che l’altro conducente abbia osservato le norme sulla circolazione e quelle di comune prudenza, perché è suo onere dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, altrimenti dovendo presumersi anche il suo colpevole concorso”. La vicenda trae origine da un sinistro stradale che vede coinvolta un’automobile e il motociclo. In primo grado veniva attribuita la responsabilità integrale del sinistro al veicolo per lo sconfinamento della linea di mezzeria che causava, appunto, lo scontro con il motociclo. L’Assicurazione del veicolo impugna la decisione in appello invocando una corresponsabilità da parte del motociclo.

La Corte, accoglie il gravame e riconosce al motociclista il 30% della colpa per velocità elevata e condotta di guida inadeguata.

Difatti, se la velocità di guida del motociclo fosse stata adeguata, avrebbe potuto prevenire lo sconfinamento della linea di mezzeria da parte del veicolo e porre in essere le manovre necessarie ad evitare l’urto.

Nonostante, quindi, il motociclo abbia subito l’invasione della propria corsia di marcia, la Corte non ritiene superata la presunzione di cui al II comma dell’art. 2054 c.c..

La moto procedeva a una velocità non consona allo stato dei luoghi, anzi “tiene una condotta di guida non adeguata a prevenire un evento non imprevedibile come lo sconfinamento della mezzeria da parte dell’altro veicolo”.

Parzialmente accolto il gravame della Compagnia appellante in punto di responsabilità.

Per quanto riguarda la dinamica del sinistro, invece, viene disattesa la versione fornita dalla Compagnia assicuratrice dallo schizzo planimetrico del sinistro realizzato dalle Forze dell’Ordine e dagli esiti della C.T.U.

Da tali risultanze è emerso che il veicolo non è stato tamponato dalla moto quando aveva già finito la manovra di parcheggio a spina di pesce.

Il punto di impatto è a due metri dalla mezzeria e tanto basta a smentire la tesi della Compagnia.

Tuttavia, il conducente del motociclo non è libero da responsabilità: i frammenti di vetro reperiti sul luogo e le tracce di striatura dello scooter evidenziano il trascinamento della moto e lo sbalzo di oltre 20 metri compiuto.

Non c’è prova, però, che lo scooter superi il limite di 50 km/h: secondo la stima del CTU la velocità è intorno ai 40 Km/h; ciònonostante la condotta di guida non viene ritenuta consona alle circostanze.

E’ verosimile, sottolinea la Corte, che il motociclista abbia visto con un certo anticipo l’automobile che invadeva la corsia, altrimenti l’impatto con la vettura sarebbe avvenuto con la parte anteriore del veicolo e non con quella posteriore.

Per tali ragioni viene attribuita al motociclista una parte di responsabilità pari al 30%, con conseguente riduzione del risarcimento.

Avv. Emanuela Foligno

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